Libertà di parola

Sto andando ad immischiarmi in un articolo assai complesso, con un argomendo a cui tengo molto, ma che è infinitamente ampio ed impossibile da trattare con un articolo, perciò mi addentrerò con cautela e vediamo cosa ne esce fuori.

La libertà di parola, è il poter dire quello che si vuole e quando lo si vuole? Beh, direi di si con buone regole di educazione da tenere sempre con se e da non dimenticarsi mai.

Avere la censura sugli articoli dei giornali e sui libri in generale, è una questione che è nata con l’uomo e ne morirà, di questo ne sono convinta. La cosa più spaventosa, che mi fa più indignare e mi spaventa, è che il potere di censura ce l’abbia il governo. Non c’è, oggi giorno, solo censura scritta e verbale, ma inconsciamemente anche la non libertà di pensare quello che si vuole.

Ora, mi chiedo. Gli editori, che decidono di non pubblicare, che si sottraggono alla stampa, lo fanno per paura di essere perseguitati o perchè temono l’opinione pubblica? Perchè siamo in un momento, in cui credo che ci stiamo persino, autocensurando, e siamo noi ad imporre cosa o no possa essere detto o pensato.

Ieri, mi trovavo ad una incontro comunale della mia città, dove si parlava di donne sul lavoro. Poi, l’argomento si è ampliato, parlando di generi sessuali ecc. C’era questa donna, facente parte del sindacato, ed ha espresso un pensiero,  ” se la società riconosce qualcosa, deve essere così è basta.” Questo mi ha fatta imbufalire. Ricollegandomi al nostro argomento, posso allora dire che tutto ciò che la società riconosce come lecito scrivere, dire e pensare può essere fatto oppure no. Ma, non è diritto di ogni uomo fare, dire e pensare ciò che gli pae? Giusto o sbagliato che sia..?!

Credo che questi atteggiamenti, servano solo a incoraggiare i metodi totalitari dei gruppi di partito, governo e chi vuol fare i propri interessi, non pensando che quegli atteggiamenti saranno, inevitabilmente indirizzanti anche su chi li ha incoraggiati. Perchè a me questo sembra, incoraggiamento. Ed è così per tutto.

Come dicevo prima, si è creato il gruppo di chi condanna o elogia magari, un libro, e l’altro che, pur non pensandola così, si adegua.

Sono così tanti gli argomenti che si intrecciano alla libertà di parola, che mi piacerebbe trattarli tutti, con impegno e fervore. Non c’è solo la censura di parola, stampa o altro. C’è la censura in tutto. Non c’è libertà in nulla. Perciò davvero, io non capisco chi si adegua, non concepisco chi accomoda quei modi. Chi gli da alito. La parola ha una forza enorme, e noi la schiacciamo,la mettiamo da parte e la svalutiamo. E lo facciamo proprio perchè sappiamo l’importanza che ha. Quindi, perchè dovrei tacere? Perchè non dovrei poter raccontare quello che mi pare, o sprimere ciò che penso e ciò che è? Perchè anche i fatti vengono fuoriviati, e qual è la cosa peggiore di questa?

Solitamente mi dicono che, quando qualcuno non concepisce un concetto, è perchè non lo conosce. Io, semplicemente credo, che se non concepisco qualcosa è perchè per me, è impossibile che una persona possa calpestare la propria dignità e il proprio futuro. Capisco anch’io la necessità, la conosco, e so che a volte, bisogna abbassare la testa e sottostare a regole che ci indignao, ma c’è chi lo fa costantemente senza chiedersi nulla, chi lo fa fregandosene di tutto, ed è questo quello che non concepisco.

Ora, forse non si sarà capito nulla di quanto scritto, perchè quando ho tanto nella testa, poi svilupparlo mi viene difficile, ma se ci avete capito qualcosa…ditemi, voi cosa ne pansate? 🙂

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3 pensieri su “Libertà di parola”

  1. Hai collegato due cose: la censura e la società.
    La società, comporta da individui quasi mai pensanti, determina spesso quello che si può o non si può fare: metti un divieto di fumo e, se tutti lo rispettano, allora diventa legge, altrimenti si toglie.
    Per quanto riguarda la censura, non credo derivi da qualche tipo di paura (almeno da noi), ma è proprio becero servilismo nei confronti di chi comanda.

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    1. In realtà credo che la paura possa contare un minimo nella censura. Ora, bisogna scindere il tipo di censura, parlando di libri, forse un editore si pone anche il problema di come può reagire un pubblico a trattare di alcuni temi, poi il servilismo è un’ombra molto presente, questo si.

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