Il nonno che eri, Il padre che sei stato

Oggi avrei dovuto scrivere una recensione, invece mi ritrovo a buttare giù parole confuse. Le sto vomitando spasmicamente, come se avessi preso l’influenza, come se il caffe di stamattina mi avesse fregato rivelandosi velenoso.

Non ho mai amato festeggiare il mio compleanno, l’ho sempre considerato un giorno come tutti gli altri, ho comunque sempre accolto gli abbracci degli amici con enorme affetto.

Domani sarà il mio ventitresimo compleanno, e ci saranno quei tanto amati abbracci, ma non ci sarà nulla da festeggiare.

Oggi mio nonno ci ha lasciati.

In realtà, è il nonno del mio ragazzo. Sono nata e cresciuta nella loro casa, e non avendo nonni nè materni e tanto meno paterni, Lui è diventato Mio Nonno.

Mi ha cresciuta come fossi sua nipote, senza differenza alcuna. Mi ha voluta intorno fin da quando sono nata e guai se saltavo una sola sera per andarlo a trovare.

Lui è stato il nonno che non ho mai avuto e la famiglia che mi è sempre mancata.

Si è battuto per me andando contro i miei genitori. Ha rimproverato mio padre per la scarsa capacità di essere un padre, ogni giorno, senza stancarsi mai.

Ha raccolto le mie lacrime, che fin da piccola ho versato per la famiglia assente che ho avuto. Le ha raccolte e le ha trasformate in lezioni di vita e consigli. La sua frase ricorrente era “Non ti preoccupare, finchè vivo, potrai venire sempre da me, anzi devi, perchè a me importa del tuo bene.”

Lui è stato quello che non ha mai creduto alle parole della gente. Non mi ha mai giudicata, nemmeno quando effettivamente sbagliavo. Attendeva di chiedermi spiegazioni, mi ascoltava e mi credeva. La sua frase era ” Non dar retta alla gente, l’importante è che tu capisca l’errore e se ti serve qualocosa, c’è qui il nonno.”

Restare a pranzo era un continuo ” Stai mangiando?“, ” Assaggia questo, e anche questo”. Restare a cena era passarmi il suo salame o formaggio preferito sotto al tavolo, perchè nessuno poteva toccarlo, tranne io.

I pomeriggi li passavamo sul divano, lui a poltrire e io a guardare la tv.

Mi ha vista innamorare. Ha visto crescere l’interesse fra me e suo nipote. Ricordo la sua risata e il suo ” Oh, poveretti” a mo’di scherno, quando noi litigavamo e facevamo finta di niente. Poi tornavamo insieme, poi nuovamente litigavamo.

Ricordo il suo “ Lascialo stare. So quanto tieni a lui, ma se ti fa stare male, lascialo stare, lo dico perchè non voglio vederti soffrire.

Poi ancora “Ma non lo vedi quanto è stupido? Lui ti vuole bene, ma non lo ha ancora capito. Vai a prenderlo. Senti i consigli del nonno. Vattelo a prendere

Abbiamo iniziato poi a vederci sempre meno. I miei rapporti con gli altri componenti della famiglia si sono inaspriti e l’unica cosa che mi faceva continuare a varcare la soglia di quella casa, era proprio Lui.

E’ iniziata l’università e il tempo libero si è ridotto ad uno o due giorni al mese, ma ormai non mi riconosceva più.  Un anno fa, l’ultima volta che sono andata a trovarlo, non sapeva chi io fossi. Ha poi avuto cinque minuti di lucidità, in cui mi ha vista e si è messo a piangere dicendo ” Quanto sei cresciuta! Ti sei dimenticata di me, ma non importa, non sono arrabbiato. State bene voi due? L’unico mio rammarico è non potervi vedere sposare, ma l’importante è  che state bene , è l’unica cosa che voglio.C’è stato un bacio e una stretta forte.

Questa è l’ultima cosa che ho di lui, l’ultimo ricordo ed è il motivo per cui ora non sono con lui e la sua famiglia in quella casa. Forse sono un’egoista. Forse sto commettendo un errore, ma l’ultima cosa che voglio avere della mia testa è proprio quel ricordo, lui che mi stringe e mi ricorda quanto ha tenuto a me. Voglio ricordare tutte le volte che si è vantato di me, dei miei traguardi. Tutte le volte che ha detto alla gente ”  E’ mia nipote“, e negli ultimi anni ero diventata Sua figlia. Così diceva alla gente.

Oggi sono un’egoista perchè non sono lì insieme a tutti gli altri, insieme alla nonna. Sono un’egoista perchè il mio dolore dovrei metterlo da parte, ma proprio non ci riesco.

Ad andare via oggi,  non è stato solo un nonno, non solo un padre, ma la mia famiglia. Ho perso così chi mi stringeva la mano quando ero triste.

 

Non so come si affronta un lutto, non ne ho mai affrontati di così importanti.

Non so se le decisioni che sto prendendo siano giuste o corrette per chi sta dall’altra parte. Mi ha appena investito un treno che sapevo che stesse per arrivare, l’ho visto, ma quando mi ha colpita mi ha comunque travolta e fatta in mille pezzettini. Spostarsi sarebbe stato impossibile.

 

Potrei dire tanto altro, ma ho avuto accanto un ‘estraneo che ha scelto di amarmi, ha scelto di essere orgoglioso di me e di potreggermi come un padre farebbe con un proprio figlio. A lui devo l’amore che ha saputo regalarmi e tutte le volte che mi sono sentita a casa. E’ così che spero di diventare un giorno, una donna qualsiasi che ama senza riserve e senza chiedere nulla in cambio.

 

 

 

Chiacchierando con i blogger!

Oggi, sul blog di Sara, ho avuto il piacere di partecipare ad una sua rubrica , che consiste in delle mini interviste ai blogger per conoscersi meglio! 😊

Oggi ci sono io! Vi invito ad andare a fare un giro sul blog di Sara e perché no?!Magari partecipare anche voi alla sua rubrica! 🤗

 

Buongiorno ragazze/i.. Oggi come lo scorso mercoledì ed i futuri, sono qui per “ chiacchierare con le/i Blogger ” ponendo ogni volta 10 domande diverse ( a mia fantasia ) a blogger con la mia stessa passione e non. Un nuovo e simpatico modo per conoscere nuove persone ed i loro hobby. Oggi come secondo appuntamento sono andata a chiacchierare con Serena ( […]

via Chiacchierando con le/i Blogger | #4 Serena 📚 — Il Blog di Sarii

Storie di fantasmi, licantropi e vampiri

Mi è venuto in mente di scrivere questo articolo qualche minuto fa mentre stavo parlando di alcune vicende, con una mia amica, vissute direttamente dai miei genitori e raccontatemi negli anni. Inoltre aggiungerò delle dicerie e una storia personale.

Inizio con il dire che è risaputo quanto all’essere umano piaccia inventarsi le cose e avere la linga lunga. Gonfiare le storie ci fa sentire in oltre, superiori, ma credo fermamente che nelle leggende di vampiti, licantropi e via dicendo ci sia sempre un fondo di verità, magari con una base scientifica e incompresa, ma qualcosa dovrà pur esserci stata per far innescare le dicerie no? Mettici anche l’ignoranza dei tempi in cui tutto e nato e BAM! Ecco nata una leggenda. Devo ammettere però che è bello credere ad alcune di esse.

Poi, dall’altra parte, ci sono le storie vissute, quelle personali o di gente di cui ci fidiamo, a noi vicine, e lì tutto si ferma perchè come puoi dar forma a ciò che qualcuno ha visto o udito? O che si è percepito?

Io non amo dare per scontate le percezioni e le sensazioni comunque.


Inizio con due esperienze diverse di licantropia vissute dai miei genitori.

Nella mia città, Mesagne, si parlava di un uomo che la gente vedeva sempre andare in giro di notte. Molte persone dicevano di averlo visto trasformarsi in un lupo.

Mia madre aveva all’incirca tredici/ quattordici anni, in tarda serata all’incirca verso le nove/ dieci di sera, si stava dirigendo verso casa da sola. Le strade erano deserte, e ad un tratto vide quest’uomo infondo alla strada. Fermo.  Lei non ci fece molto caso e continuò a camminare diretta verso casa, quando all’improssivo vide crescergli del pelo lungo le braccia. In due secondi mia madre era già a casa!

Lei questo particolare se lo ricorda perfettamente, la crescita istantanea di un folto pelo, ma chi può dire cosa avrà mai visto?

Mio padre, anche lui minorenne, stava tornando in tarda serata da lavoro con un suo amico ( che conosco perfettamente e mi ha raccontato più volte anche lui questa storia), ed erano entrambi su di una bici. Dopo un po’ si voltarono e videre quest’uomo pieno di peli, un mostro praticamente, fermo sulla strada da dove erano venuti. Mio padre dice ” è inutile dire che la bici correva da sola, non abbiamo capito più niente”!


Questa che vi racconto adesso è un’altra diceria della città in cui vivo di cui mia madre ha sentito solo delle storie quando era piccola.

Si diceva che c’era un uomo che mutasse in vampiro nelle notti di luna piena e che i familiari lo chiudessero in una stanza circondando gli infissi di aglio per non farlo muovere da lì.


Parlando di fantasmi, anime e via dicendo, ho molte storie di amici e parenti che hanno vissuto direttamente un evento che potrei raccontarvi, ma mi limiterò a due storie, una di mio padre ed una vissuta da me.

Mio padre, insieme al resto dei suoi parenti, avevano deciso di stare accanto a loro nonna appena defunta. Verso mezzanotte, come è usanza fare, chiusero la porte della stanza in cui vi era il defunto, e si sitemarono in cucina. Ad un tratto sentirono la porta esterna aprirsi e chiudersi. Scesero giù per controllare e non videro nulla, la porta era perfettamente chiusa. Dopo poco sentirono nuovamente aprire e chiudere la finestra, andarono a vedere, e niente. Infine sentirono delle voci provenienti dalla stanza dove vi era la persona deceduta e mio padre sentì chiaramente la voce di sua sorella, morta quindici anni prima. Cosa vi devo dire? Mio padre tornò a casa verso le due di notte bestemmiando.

La mia storia invece, è qualcosa di diverso. Più che sentito e visto, è un qualcosa che ho personalmente percepito. Anche se ho una mente fantasiosa che tende a credere alle cose strane, ho sempre cercato delle risposte plausibili a ciò che ho visto in alcune situazioni perchè l’illusione va bene nelle storie, ma non nella vita reale.

Ero in camera mia. In casa era presente solo mia madre. Ero frustrata, arrabbiata e triste per una situazione dolorosa che non riuscivo proprio a comprendere. Ero seduta sul letto cercando di analizzare tutto ciò che era avvenuto e cercando di capire dove avevavo sbagliato. Mi sono così alzata, mi sono accucciata su di un puf sotto al condizionatore che in quel momento gettava aria fredda perchè estate. Piansi, e nella mia testa risuonava un mio tormento ” nessuno saprà mai quanto è grande ciò che provo”. In quell’istante sentì una voce rimbombarmi nella testa, la voce di un uomo giovane che diceva ” Io lo so”.

Ok, adesso semprerà davvero strano come lo è sembrato a me e soprattutto inspiegabile, ma queste sensazioni sono state talemnte ferti da..

Allo stesso tempo ho sentito un punto caldo sulla mia coscia. (Ricordate? Ero sotto al condizonatore co il getto gelido sopra.) Come se qualcuno vi avesse appoggiato la mano. E’ stato così reale il tocco che la voce che mi sono alzata di scatto edho iniziato a piangere per la paura. Mi sono spostata verso il letto, non riuscendo a muovermi. Ad un tratto ho sentito quel tocco caldo, bollente lungo la schiena, come una carezza ed ho percepito dele dita, precise e nette. Con quel secondo tommo mi sono tranquillizzata all’improvviso, non so il perchè, ma ho smesso di piangere e mi son sentita meglio, nonostante non riuscissi a capire cosa fosse successo. Inoltre non avevo la più pallida idea di chi potesse essere quella voce.

Sono uscita dalla camera chiedendo a mia madre se avesse acceso la tv o avesse parlato o fosse venuto qualcuno, ma niente.

Dopo un po’ di tempo ho sognato un giovane uomo a me caro morto purtroppo anni fa, e quando nel sogno ha parlato ho udito quella stessa voce.


Cosa dire? Raccontarvi quest’ultima mia e personale esperiezìnza mi fa ancora venire i brividi, in positivo per la situazione  eper il significato che gli ho dato, ma davvero sono state sensazioni inspiegabili.

Nonostante questo non voglio essere scambiata per una fanatica del paranormale, perchè come detto prima, preferirei dre una spiegazione logica ad ogni cosa!

E a voi p mai successo qualcosa di inspiegabile?

 

Intervista a Elle Eloise

1479166865

Grande sognatrice, appassionata lettrice, Elle Eloise, di sera veste i panni della scrittrice, mentre di giorno si occupa di formazione aziendale.

Nata a Cuneo nel 1981 vive in un paesino vicino a Torino, si circonda di semplicità e tranquillità e  il modo in cui affronta ogni cosa la rendono una persona davvero speciale.

Tu che colori la mia ombra è il secondo libro che pubblica con la Delrai Edizioni, dopo Apri gli occhi e comincia ad amare, il suo romanzo d’esordio e il primo autoconclusivo della serie How to Disappear Completely.

Ho avuto il piacere di conoscere questa meravigliosa donna grazie alla lettura di ” Tu che colori la mia ombra” che sicuramente ricorderete (Tu che colori la mia ombra di Elle Eloise- How to disappear completely) e quest’oggi voglio presentarvela facendovi conoscere qualcosa in più su di lei ;2

 

  1. Vorrei iniziare con il porti la domanda di rito. Chi è Eloise?

Eloise è una sognatrice, una ragazza che vive più nella sua testa che nella realtà. È una ragazza timida con chi non conosce, espansiva con gli amici, ansiosa quando sa che qualcuno sta leggendo un suo romanzo, insicura quando deve presentarsi.

2. Oltre la scrittura hai altre passioni a cui ti dedichi?

Il cinema e la serialità televisiva, che ho studiato all’università. La musica, da sempre, grazie a mio padre. Mi sono laureata in cinema al DAMS di Torino, con una tesi triennale su Tim Burton e una tesi specialistica sulle serie televisive pre e post 11 settembre, di cui vado molto fiera. Le mie passioni emergono nelle pagine dei miei romanzi, che sono ricchi di spunti e di riferimenti cinematografici e musicali. La mia scrittura ragiona ormai per immagini e musica, non riesco a fare a meno di avere un approccio cinematografico quando descrivo una scena o un personaggio. Mentre scrivo vedo la sequenza svolgersi nella mia testa e mi viene naturale descrivere i dettagli e i raccordi, così come farebbe un regista.

Nella quadrilogia How to disappear completely, la musica diventa una protagonista. Ho gusti variegati: dai classici anni 50-60 (Beatles in primis) all’indie folk dei giorni nostri (Lumineers, Johnny Flynn, Bon Iver, i Mumford & Sons dei primi due album), con incursioni anche nel brit pop e nell’elettronica. Ho una passione viscerale per Jeff Buckley e i Radiohead che hanno (inconsapevolmente) “donato” il titolo di una loro canzone alla mia serie “How to disappear completely”, di cui Apri gli occhi e comincia ad amare e Tu che colori la mia ombra sono rispettivamente il primo e il secondo volume.

3. Come ti sei avvicinata al mondo della scrittura?

Ho cominciato a scrivere racconti da ragazzina, quando disegnavo anche i miei personaggi. A volte trasformavo le storie che inventavo in fumetti. La mia professoressa di italiano, in prima media, ci aveva proposto il primo paragrafo di un romanzo giallo come traccia di tema: noi avremmo dovuto continuare e scrivere il primo capitolo. Tema dopo tema, scrivevo un capitolo in più (sono arrivata a dodici capitoli, ma non l’ho mai finito). Ho capito che la scrittura mi veniva naturale e così ho cominciato a scrivere fan fiction dei miei film preferiti (per esempio Star Wars, Stand by me e Ladyhawke) e poi a immaginare storie mie, soprattutto cyberpunk.

4.Il tuo sogno nel cassetto è sempre stato essere una scrittrice?

Arrivare in libreria con la Delrai Edizioni!

5. Come è stato riuscire a pubblicare una propria storia? Quali emozioni hai provato?

Ho provato una grande soddisfazione, ma soprattutto ho provato una forte catarsi. Quando è mancata mia madre nel novembre 2012, mi sono sentita persa, come se fossi tornata bambina. Cercavo di nasconderlo ma non sempre ci riuscivo, ero trattenuta. Erano anni che non scrivevo più: durante l’università studiavo per gli esami e scrivevo solo saggi sul cinema. Inoltre lavoravo molto e non ho avuto poco tempo per coltivare la mia passione. Credo che sia sempre rimasta lì

Era solo una fiamma sopita, ma c’era. Dopo la morte di mia mamma questa passione è diventata una necessità: dovevo fare qualcosa per esternare in qualche modo sia il dolore che le gioie che lei mi aveva dato, perché io tendevo a non voler ricordare né le cose belle e né le cose brutte (la malattia per esempio), per non soffrire. Mi sentivo come se stessi camminando in un mondo che non riconoscevo, un mondo senza mia madre, così mi venne in mente un’immagine: una ragazza con ferite dentro e fuori, una punk, con il borsone in spalla, che scende da un autobus e si ritrova in un contesto che stenta a riconoscere e in cui si sente un’aliena. Quindi ho buttato giù il primo capitolo di “Vite di passaggio” che poi, con la DELRAI EDIZIONI, è diventato “Apri gli occhi e comincia ad amare”.  Pubblicare “Apri gli occhi e comincia ad amare” è stato per me uno sfogo, la mia terapia, un modo per trovare consolazione e catarsi, per prendere di nuovo confidenza con i ricordi, soprattutto quelli belli: è un romanzo positivo, un vero e proprio inno alla vita, che non deve essere sprecata, neanche per un secondo.

6. Come hanno reagito i tuoi amici e la tua famiglia riguardo al tuo sogno/ progetto di scrivere? Ti hanno appoggiata e supportata?

Amici e parenti mi hanno supportata tanto e per me è stato molto importante, anche perché stavo regalando un pezzo di me che avevo tenuto nascosto fino a quel momento. Non tutti sapevano che avessi questa passione, è stata una sorpresa per molti di loro. Per alcuni è ancora un segreto.

7. Quali consigli senti di dare per chi come te vorrebbe riuscire a vedere la propria storia pubblicata?

Scrivere storie verosimili, immaginare le scene nella propria testa, ripetere i dialoghi ad alta voce e domandarsi se, nella realtà, potrebbero essere credibili. Inventare personaggi realistici ma anticonvenzionali, cercare di evitare stereotipi e tipologie usurate, soprattutto nel romance.

8. Quali sono i tuoi autori preferiti e a chi ti ispiri?

Nel genere romance new adult amo molto Amy Harmon, della quale apprezzo tantissimo la dolcezza non stucchevole, e mi seguo alcune serie della Sorensen, sono innamorata della sua scrittura, soprattutto delle sue frasi lapidarie che tirano i calci allo stomaco. Seguo anche le uscite di Kim Holden e di Colleen Hoover. Ho anche una passione viscerale per i distopici: la serie di “Hunger Games”, adoro la prosa di Lauren Oliver nella serie “Delirium”, la poesia e la crudezza della serie di “Matched” di Allyson Condie, il pragmatismo della saga “Legend” di Marie Lu. Ovviamente amo tutta la saga di Harry Potter.

9.Libro preferito?

Senza dubbio “La stagione della falce” di Samantha Shannon, peccato che la Salani non dia cenni di vita e sembra aver interrotto la serie. Un capolavoro del genere fantasy.

10I giovani d’oggi si approcciano sempre meno alla lettura e al mondo della scrittura, cosa pensi a riguardo?

In realtà la mia esperienza al Salone Internazionale del Libro di Torino mi ha dato un’altra immagine dei giovani. Mi sento circondata da giovani e giovanissimi che leggono e scrivono, molto più degli adulti! La cosa mi riempie di gioia, adoro vedere che hanno passioni “forti”.

11. C’è un personaggio che ti rappresenta nei tuoi libri?

Credo che Sara e Olivia (l’eroina de “Il tuo sorriso controvento”, terzo volume della serie “How to disappear completely”) siano i due personaggi che più mi rappresentano, mentre Noemi potrebbe essere la donna che un giorno vorrei diventare.

12. Hai altre storie in mente? Cosa dobbiamo aspettarci da Eloise?

Ne ho tante da revisionare! Innanzitutto, a inizio luglio uscirà “Il tuo sorriso controvento” il terzo volume della serie “How to disappear completely”. Sto scrivendo il quarto capitolo, un’altra storia autoconclusiva dedicata al fratello di Max (un personaggio del primo libro). Devo revisionare il primo volume di una serie distopica (che aveva raggiunto le 1100 pagg. e che ho dovuto spezzare in due!) temporaneamente intitolata “Gli anni del silenzio” e finire un altro distopico paranormal che ha come titolo provvisorio “RIOT” e che non vedo l’ora di farvi leggere. Se Malia li vorrà, mi piacerebbe pubblicarli tutti con la Delrai Edizioni. Insomma, ce n’è per tutti i gusti!

Siamo giunti al termine di questa intervista e ti ringrazio per aver accettato di aprirti e regalarci anche un piccolo pezzetto di te e del tuo mondo!

Grazie per questa bella intervista.


E’ sempre un piacere per me scoprire anche piccoli lati e pezzi di vita delle persone. Che siano autori, lettori e non. Ogni uno di noi dietro di se ha del vissuto ed imparare a conoscersi è per me essenziale. Condividere esperienze, momenti della propria vita con qualcun altro è sempre un regalo, un dono che non va mai sprecato, per cui custodirò nel cuore questo spaccato di vita della nostra autrice come qualocosa di mio! 🙂

Arrivederci sognatori 😉

 

Pedina bianca o pedina nera? A te la prima mossa

Sono felice di comunicarvi che un mio racconto è stato selezionato nel concorso “Racconti Pugliesi” per un antologia che sarà pubblicata da Historica Edizioni! 😀

Il libro sarà presto venduto nelle fiere, nelle librerie pugliesi, sul sito di Historica e bookstore!! 

Vi lascio il link di Wattpad dove ho pubblicato il racconto! Mi piacerebbe sapere la vostra opinione così da poter migliorare 🙂

( Ovviamente la copertina che vedete l’ho creata io per Wattpad giusto per dare un volto alla storia^^)

Pedina Bianca o Pedina Nera? A te la prima mossa

I Gadget che ogni fan di Harry Potter vorrebbe avere!

Salve lettori del blog! 😀 Oggi stavo pensando a tutti i gadget dedicati a Harry Potter che vorrei possedere, così ho iniziato a spulciare Amazon, quindi  eccomi qui a mostrarvi tutto ciò che ho trovato e lasciandovi i link dove  avere maggiori informazioni 😉
Harry Potter Collectible Quidditch Set 18,88 euro.

41Ckn+xi2CL.jpg

Paladone Tazza di Hogwarts, Multicolore 21,67 euro.

91oY6+fHgrL._SL1500_.jpg

Harry Potter – Mappa del Malandrino 40, 85 euro

51SOxJMJh8L.jpg

ONEVER Retro sigillo di cera Francobolli Kit | distintivo scuola di magia | Cera Stick Spoon | Gift Box Set 12,99 euro
71W7la1g6BL._SL1200_.jpg

Harry Potter Chocolate Frog & Collectable 0.55 OZ (15g) 8,99 euro

71wuactb8OL._SL1200_.jpg

Funko Pop – Figurina Harry Potter – Harry Potter 10Cm 14, 99 euro ( ci sono tutti i personaggi di Harry Potter e molto altro ancora!!)
6119vtjyguL._SL1280_.jpg

Harry Potter Alohomora zerbino, nero e oro 19, 09 euro

A1HmNDwRCbL._SL1500_.jpg

Harry Potter Golden Snitch Sticker Kit 7,69 euro

51UnMCMNdqL.jpg

Noble Collection NN7580 – Harry Potter: Scacchiera dei Maghi 57,43 euro
91KHihxev1L._SL1500_.jpg

Harry Potter: Slytherin, Ruled 14, 12 euro
51uH4wgRTJL.jpg

Noble Collection Harry Potter – Bacchetta Del Professor Severus Piton 28,08 euro
514weNNTQKL.jpg

Tazza Latte Babbani di Harry Potter 14, 77 euro

61rMi9mJG8L._SL1200_.jpg

In realtà ci sono un miglione di gadget disponibili su amazon , più o meno costosi di questi elencati, basta spulciare un po’ il sito. Voi avete qualcuno di questi gadget o vorreste acquistarne qualcuno? Oppure quali avete nella vostra collezione di fan ? 😀

Per il momento io ho gli scacchi, la bacchetta di Harry e la giratempo, una collezione povera che intendo arricchire !! 🙂

Pensieri notturni

Non c’è cosa peggiore del diventare apatico nella vita, nel viverla ignorando tutto e farsi scivolare le cose dalle spalle. Così i giorni passano, come gli anni e ti ritrovi a aver vissuto la vita, perché non hai avuto le palle o l’intelligenza di incazzarti al momento giusto ed esigere ciò che ti spettava.Non c’è cosa peggiore del diventare ipocriti dinanzi a fatti osceni. Davanti a bugie politiche e fatti ignobili. 

Non c’è cosa peggiore che coprirsi gli occhi mentre un ammasso di idioti manipolati e malati, a loro volta manipolano le giovani menti istigandole al suicidio come il fenomeno Blue Whale. Così si spezzano le vite. Con l’ignoranza, l’ipocrisia, la codardia e l’avarizia.

Perciò preferisco vivere la vita in modo rabbioso, incazzoso e contrariato, perchè questo significherà che sarò ancora viva nonostante tutto.