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Disegno o non disegno?

“Tutti i bambini sono degli artisti nati; il difficile sta nel fatto di restarlo da grandi.”
Pablo Picasso


 

Disegno o non disegno? Questo è il problema.

Vi starete chiedendo di cosa diavolo io stia blaterando, se riguarda un libro o meno. No, mi dispiace, in questo post non tratterò alcuna lettura, ma qualcosa che ugualmente mi appartiene.

Fin da piccola ho sempre disegnato, dapprima collocando le gambe all’altezza delle spalle e le braccia infondo al busto, come ogni bambino e poi, come se tutto fosse naturale, questo hobby mi ha accompagnato negli anni.

Non sono mai stata una bambina interessata a realizzare il più bel disegno del mondo, non ho mai seguito corsi, tutorial o altro, semplicemente quando mi andava seguivo la mia mano, come daltronde succede con la scrittura.

Fin da subito i conoscenti, familiari ed insegnanti delle varie scuole mi incitavano a coltivare questo hobby, ma per me non è mai stato più di questo. Cosa voglio dire? Che il disegno per me non era ossigeno come lo è la lettura e la scrittura, era un bisogno che di tanto in tanto si faceva sentire. Così, con gli anni, crescendo, ho capito che avevo attitudine per l’arte, sono passata a sperimentare la lavorazione della creta, il decoupage e via dicendo senza mai però soffermandomici troppo. Tutto questo per me erano bocconi di aria pulita, ma non mi bastava per vivere.

L’anno scorso ho avuto la possibilità di realizzare un lavoro su una tavoletta grafica senza averne mai toccata una in vita mia, con i mezzi che avevo a disposizione, cioè Gimp (programma di grafica gratuito). Dopo questa breve esperienza di poche settimane mi si apre un mondo, inizio a voler dar peso a questo mio Hobby tando da aver deciso di metter da parte dei soldi e comprare una tavoletta grafica super economica.

Ciò mi ha portato ad utilizzae photoshop per la prima volta alla cieca. ahahaha *risata isterica*

Vi starete chiedendo: e quindi?

Quindi, ho realizzato due disegni, più che altro per testare la tavoletta, imparare un minimo photoshop, capire come muovermi insomma…ragazzi, non ho una base di niente e volevo fare un po di pratica, per cui ora mi piacerebbe mostrarveli perchè che voi ne capiate o meno di disegno e grafica, più che un consiglio pratico ( premetto che i disegni sono pieni di errori,  lo so !), mi servirebbe un consiglio/sostegno morale. Mi sto mettendo alla prova, per riuscire a combinare qualcosa, per alimentare il mio animo e capire quale strade seguire. Forse questa è quella giusta o forse no, intanto condivido con voi questo mio pezzo di strada 🙂

 

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Resto in trepidante attesa dei vostri commenti, consigli amici! 🙂

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James Patterson sostenitore delle librerie indipendenti!

Buongiorno amici lettori! Buon venerdì e ben ritrovati in un altro fine settimana tanto atteso! Già, io non vedo l’ora che sia domenica, il dolce far nulla, il poter dedicare una giornata intera alla lettura, soprattutto se la pioggia inizierà a prendere il sopravvento! ( E penso sia anche ora!)


Oggi vi parlo di un articolo che ho letto sulla rivista ” Il Libraio”, su James Patterson e su come sia un fan ed un sostenitore delle librerie indipendenti. Voi direte…e quindi? Non sarà mica l’unico! Infatti, non sarà l’unico scrittore a interessarsi all’editoria e all’imprenditoria, ma è forse uno dei pochi ( che si è palesato per lo meno) che dona annualmente migliaia di euro alle varie librerie indipendenti d’Italia. Non è mica da tutti togliersi i soldi dalla tasca e aiutare il prossimo, soprattutto se sconosciuto! Ecco, questi sono i gesti che apprezzo, al di là che aiuti o meno una libreria, o un negozio di bambole ( per dire!), il punto è che lo fa! 

Ho iniziato però, così, a sentire il senso di colpa diradarsi nelle vene. In realtà ce l’ho sempre avuto il senso di colpa, fin da quando non ho più messo piede in una libreria o in un negozio di artigianato ed ho preferito internet e le grandi aziende, ma ragazzi, la vita è una e se io avessi la possibilità economica di spendere qualcosa in più per ottenere ciò che voglio, lo farei ben volentieri, mollerei quei soldi anch’io ad una libreria o attività indipendente, ma si sa che chi fa da se…costa molto di più, per chi fa e per chi compra, per cui niente, mi ributto su internet e sull’acquisto online.

Non voglio ora dilagare su questo argomento, altriementi finirei per parlare di società, politica, giustizia,  ignoranza e non finirei più, ma vi chiedo, voi come vi comportate? Date peso all’acquisto che sostenete, all’impresa che ve ne è dietro? Oppure avete un pensiero differente a riguardo? Fatemi sapere giù nei commenti 🙂

 

Wrap up di Agosto

Leggere un libro non è uscire dal mondo, ma entrare nel mondo attraverso un altro ingresso.
(Fabrizio Caramagna)


Buongiorno amici lettori e buon venerdi! 🙂

Oggi ricapitolo con voi le letture del mese di agosto! 😉

I voti sono così suddivisi.

1.  Solitamente un romanzo scritto male o che presenta una lettura poco piacevole.

2. Solitamente scritto abbastanza bene, con una lettura poco scorrevole o con errori evidenti nella trama che disturbano il quadro generale.

3. Una bella lettura, piacevole, fondamentalmente con pochi errori evidenti sia nella trama che nella scrittura.

4. Un libro con una buona trama e scrittura. Bello da leggere.

5. Imperdibile. Il voto più alto equivale ad una lettura che non ci si può far sfuggire.

Voglio far presente che i voti alle letture sono estremamente personali, è il motivo per cui ho deciso di non inserirli nelle recensioni. In esse, infatti, preferisco ci siano opinoni più oggettive  in modo tale da non influenzare molto un lettore, perchè secondo me è giusto approcciarsi alla lettura  di un libro in modo più neutro possibile.

 

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Voto: 3!

La recensione sarà online in questi giorni! 😉


 

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Voto: 4!! 😀

La recensione di questa lettura sarà a breve pubblicata sul blog! 😉


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Voto: 2 Akram Salim, come il Dio…di Sabrina Guglielmi 

Nella recensione potrete capire il motivo per cui ho dato un voto così basso :/


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La memoria e l’inconscio di Loretta De March Voto: 3

 


Bene, queste sono le mie letture del mese di Agosto, e le vostre? 🙂

Estrazione Giveaway!

Buonasera readers! E’ sabato sera e da me piove, per cui il dilemma era : cosa fare?

Questa è una delle classiche serate di settembre che adoro ( se non facesse tremendamente caldo) con la voglia di non fare un bel nulla dove solitamente finisco per rifugiarmi in un libro o in un film. Stasera ho escluso la lettura per cui sto per affrontare la terza puntata della prima stagione di The following su Netflix! Sono completamente innamorata di questa serie tv :D, ma prima di schiacciare play è giunto il momento di dichiarare il vincitore del Giveaway!!! ( ho fatto anche rima :D)

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Il numero 4 era affibbiato a reading in the tardis che contatterò immediatamente! 😀 Grazie a chiunque abbia partecipato 😉

Buona serata a tutti amici!! 😉

La disgrazia di nascere animali

Ieri sera ho assistitio ad una scena a dir poco agghiaciante. Mentre camminavo per il centro della città, sento urlare una donna a squarcia gola e chiunque si trovasse in zona si è voltato per capire cosa stesse succedendo.

La scena era questa :

Un uomo portava a guinzaglio un cane, pastore tedesco, senza museruola, all’improvviso, il cane si è trovato davanti un cagnolino, anch’esso a guinzaglio con la sua padrona che passeggiava tranquillamente. Il pastore tedesco è schizzato verso il cagnolino, e lo ha morso. Le urla sono continuate per un lasso di tempo interminabile mentre il corpicino del cagnolino veniva sballottato a destra e sinistra dal pastore tedesco. Vani sono stati i tentativi di entambi i padroni di togliergli dalle fauci la povera bestiolina.

Ora. Nel caos più totale non si è capito se il povero cucciolo ce l’abbia fatta oppure no, se così dovesse essere ( e lo spero tanto), sarà ridotto più tosto male. Dopo che la folla si fu dissipata, i proprietari di entrambi i cani non c’erano più, suppongo che entrambi siano corsi ad un veterinario il prima possibile.

In quel frangente io vomitavo dall’altro lato della strada perchè la scena era stata  tremendamente violenta.

Quando finalmente mi misi a letto quella sera stessa, non riuscì ad addormentarmi se non molte ore dopo, perchè le urla della donna mi aleggiavano ancora nella testa.

Ed è per questo che mi sale la rabbia per tutta l’ignoranza che la gente ha in corpo.

Non voglio stare qui a parlare di museruola o saper tenere un cane ecc ecc, voglio star qui a specificare e chiarire quello che penso sulle conseguenze delle azioni umane che poi ricadono su gli animali.

Tutto ‘l’odio è stato indirizzato, ieri sera, al povero pastore tedesco, che semplicemente ha seguito un istinto perchè è UN ANIMALE e non gli si può rimproverare il fatto di non capire cosa sia giusto e corretto fare ( a volte non lo capiamo nemmeno noi!). E non mi importa quanta filosofia del cazzo la gente faccia sull’educare un cane , li si può educare fino ad un certo punto perchè hanno degli istinti che non puoi di certo togliergli.

Il mio stesso gatto cattura i poveri uccellini e li uccide. Ma è un gatto e non posso sicuramente ammazzarlo perchè ha degli istinti da cacciatore!!

Oltre ad avere delle leggi di poco conto per le persone, ne abbiamo di poco rilievo anche per la tutela degli animali, che a maggior ragione dovrebbero essere giustificati e capiti, soprattutto quando hanno dei padroni imbecilli!

Tutto questo odio solo per sentirsi grandi, solo per sentire di riuscire a sottomettere qualcuno, proprio non lo capisco. Vi faccio un esempio su un fatto realmente accaduto in uno zoo della mia zona, un esempio di lege del cazzo, perchè di questo si tratta!

Gli adulti, così come i bambini, si stavano divertento a tirare pietre allo scimpanzè, schernendolo e ferendolo, al chè, l’animale, prende quelle stesse pietre e le scaglia contro i suoi assalitori. In conclusione ferisce un bambino, denunciano il fatto ( raccontando solo la parte conclusiva) e lo scimpanzè viene soppresso. Fine della storia.

Ora, io sopprimerei in primis quella gente idiota, che mette al mondo figli per insegnarli cazzate come questa, a vivere da coglioni. Scusate il termine, ma io definisco così questa gente, cogliona. E di storie così ce ne sono a bizzeffe. Storie di genitori che incitano i figli a mettere le mani nelle gabbie e a strappare i peli dell’animale, poi esso si ribella e le conseguenze indovinate chi le paga?

Devo essere sincera a riguardo, dell’uomo, in queste situazioni, me ne sbatto le scatole altamente! La gente può dirmi quello che gli pare, ma questo è il modo in cui vedo il mondo ed è il modo in cui voglio vivere per il resto dei miei giorni.

Mai, e dico mai, tollererò comportamenti offensivi, di alcun genere, e ingiusti verso un animale, perchè se un uomo può permettersi di chiedere perdono ed essere perdonato anche se uccide una persona consapevolmente e non si becca la stessa punizione, perchè diavolo dovrebbe spettare agli animali che seguono i propri istinti? Perchè di questo si parla, di istinti!

Non prendete animali se non volete amarli come se fossero la vostra famiglia, se li volete per giocare, compratevi i peluche con le batterie e non rovinate la vita agli altri, per piacere!

E per finire, vi esorto ad evitare di visitare gli zoo, per quanto onesti possano essere i proprietari, mai gli animali saranno tenuti bene e comunque soffrirebbero nell’essere osservati e tenuti in cattività. Solopeprchè non possono parlare non significa che non stiano male. Vi esorto anche a guardargli negli occhi e vi sfido a dire che son felici di trovarsi in quelle quattro mura di metallo!

La stessa cosa vale per i circhi! Quella è una situazione di gran lunga peggior degli zoo stessi! Animali costretti ad andare in climi differenti, a stare in posti ristretti, con poca pulizia e costretti a fare ciò che un umano dice. Per i soldi, non per amore, ricordatevelo. Chi ama gli animali non li utilizza per degli spettavoli, e se ubbidiscono così tanto non è amore, è dolore subito nelle prove che li costringe a ubbidire successivamente.

Vi invito a vedere gli spettacoli circensi realizzati solo e soltanto da gente, che sa bene dove e come spingersi per divertirsi e far divertire, creando soddisfazione a chi li realizza e a chi li guarda!

 

 

Eccomi qui!

Eccomi qui amici lettori! 😀 Sono tornata dalla mia vacanza a Bari!!! Mi è mancato tanto scrivere sul blog e leggere!! Ebbene sì, per tutto il periodo mi è stato impossibile tenere un libro in mano, ma ho già iniziato la lettura di un nuovo libro! 😉 Voi cosa avete fatto? Siete andati al mare? Come state vivendo il caldo?? eheheh

Intanto vi lascio qui qualche foto della mia vacanza! 🙂

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Photo Serena Carlucci

 

Il nonno che eri, Il padre che sei stato

Oggi avrei dovuto scrivere una recensione, invece mi ritrovo a buttare giù parole confuse. Le sto vomitando spasmicamente, come se avessi preso l’influenza, come se il caffe di stamattina mi avesse fregato rivelandosi velenoso.

Non ho mai amato festeggiare il mio compleanno, l’ho sempre considerato un giorno come tutti gli altri, ho comunque sempre accolto gli abbracci degli amici con enorme affetto.

Domani sarà il mio ventitresimo compleanno, e ci saranno quei tanto amati abbracci, ma non ci sarà nulla da festeggiare.

Oggi mio nonno ci ha lasciati.

In realtà, è il nonno del mio ragazzo. Sono nata e cresciuta nella loro casa, e non avendo nonni nè materni e tanto meno paterni, Lui è diventato Mio Nonno.

Mi ha cresciuta come fossi sua nipote, senza differenza alcuna. Mi ha voluta intorno fin da quando sono nata e guai se saltavo una sola sera per andarlo a trovare.

Lui è stato il nonno che non ho mai avuto e la famiglia che mi è sempre mancata.

Si è battuto per me andando contro i miei genitori. Ha rimproverato mio padre per la scarsa capacità di essere un padre, ogni giorno, senza stancarsi mai.

Ha raccolto le mie lacrime, che fin da piccola ho versato per la famiglia assente che ho avuto. Le ha raccolte e le ha trasformate in lezioni di vita e consigli. La sua frase ricorrente era “Non ti preoccupare, finchè vivo, potrai venire sempre da me, anzi devi, perchè a me importa del tuo bene.”

Lui è stato quello che non ha mai creduto alle parole della gente. Non mi ha mai giudicata, nemmeno quando effettivamente sbagliavo. Attendeva di chiedermi spiegazioni, mi ascoltava e mi credeva. La sua frase era ” Non dar retta alla gente, l’importante è che tu capisca l’errore e se ti serve qualocosa, c’è qui il nonno.”

Restare a pranzo era un continuo ” Stai mangiando?“, ” Assaggia questo, e anche questo”. Restare a cena era passarmi il suo salame o formaggio preferito sotto al tavolo, perchè nessuno poteva toccarlo, tranne io.

I pomeriggi li passavamo sul divano, lui a poltrire e io a guardare la tv.

Mi ha vista innamorare. Ha visto crescere l’interesse fra me e suo nipote. Ricordo la sua risata e il suo ” Oh, poveretti” a mo’di scherno, quando noi litigavamo e facevamo finta di niente. Poi tornavamo insieme, poi nuovamente litigavamo.

Ricordo il suo “ Lascialo stare. So quanto tieni a lui, ma se ti fa stare male, lascialo stare, lo dico perchè non voglio vederti soffrire.

Poi ancora “Ma non lo vedi quanto è stupido? Lui ti vuole bene, ma non lo ha ancora capito. Vai a prenderlo. Senti i consigli del nonno. Vattelo a prendere

Abbiamo iniziato poi a vederci sempre meno. I miei rapporti con gli altri componenti della famiglia si sono inaspriti e l’unica cosa che mi faceva continuare a varcare la soglia di quella casa, era proprio Lui.

E’ iniziata l’università e il tempo libero si è ridotto ad uno o due giorni al mese, ma ormai non mi riconosceva più.  Un anno fa, l’ultima volta che sono andata a trovarlo, non sapeva chi io fossi. Ha poi avuto cinque minuti di lucidità, in cui mi ha vista e si è messo a piangere dicendo ” Quanto sei cresciuta! Ti sei dimenticata di me, ma non importa, non sono arrabbiato. State bene voi due? L’unico mio rammarico è non potervi vedere sposare, ma l’importante è  che state bene , è l’unica cosa che voglio.C’è stato un bacio e una stretta forte.

Questa è l’ultima cosa che ho di lui, l’ultimo ricordo ed è il motivo per cui ora non sono con lui e la sua famiglia in quella casa. Forse sono un’egoista. Forse sto commettendo un errore, ma l’ultima cosa che voglio avere della mia testa è proprio quel ricordo, lui che mi stringe e mi ricorda quanto ha tenuto a me. Voglio ricordare tutte le volte che si è vantato di me, dei miei traguardi. Tutte le volte che ha detto alla gente ”  E’ mia nipote“, e negli ultimi anni ero diventata Sua figlia. Così diceva alla gente.

Oggi sono un’egoista perchè non sono lì insieme a tutti gli altri, insieme alla nonna. Sono un’egoista perchè il mio dolore dovrei metterlo da parte, ma proprio non ci riesco.

Ad andare via oggi,  non è stato solo un nonno, non solo un padre, ma la mia famiglia. Ho perso così chi mi stringeva la mano quando ero triste.

 

Non so come si affronta un lutto, non ne ho mai affrontati di così importanti.

Non so se le decisioni che sto prendendo siano giuste o corrette per chi sta dall’altra parte. Mi ha appena investito un treno che sapevo che stesse per arrivare, l’ho visto, ma quando mi ha colpita mi ha comunque travolta e fatta in mille pezzettini. Spostarsi sarebbe stato impossibile.

 

Potrei dire tanto altro, ma ho avuto accanto un ‘estraneo che ha scelto di amarmi, ha scelto di essere orgoglioso di me e di potreggermi come un padre farebbe con un proprio figlio. A lui devo l’amore che ha saputo regalarmi e tutte le volte che mi sono sentita a casa. E’ così che spero di diventare un giorno, una donna qualsiasi che ama senza riserve e senza chiedere nulla in cambio.

 

 

 

Chiacchierando con i blogger!

Oggi, sul blog di Sara, ho avuto il piacere di partecipare ad una sua rubrica , che consiste in delle mini interviste ai blogger per conoscersi meglio! 😊

Oggi ci sono io! Vi invito ad andare a fare un giro sul blog di Sara e perché no?!Magari partecipare anche voi alla sua rubrica! 🤗

 

Buongiorno ragazze/i.. Oggi come lo scorso mercoledì ed i futuri, sono qui per “ chiacchierare con le/i Blogger ” ponendo ogni volta 10 domande diverse ( a mia fantasia ) a blogger con la mia stessa passione e non. Un nuovo e simpatico modo per conoscere nuove persone ed i loro hobby. Oggi come secondo appuntamento sono andata a chiacchierare con Serena ( […]

via Chiacchierando con le/i Blogger | #4 Serena 📚 — Il Blog di Sarii

Storie di fantasmi, licantropi e vampiri

Mi è venuto in mente di scrivere questo articolo qualche minuto fa mentre stavo parlando di alcune vicende, con una mia amica, vissute direttamente dai miei genitori e raccontatemi negli anni. Inoltre aggiungerò delle dicerie e una storia personale.

Inizio con il dire che è risaputo quanto all’essere umano piaccia inventarsi le cose e avere la linga lunga. Gonfiare le storie ci fa sentire in oltre, superiori, ma credo fermamente che nelle leggende di vampiti, licantropi e via dicendo ci sia sempre un fondo di verità, magari con una base scientifica e incompresa, ma qualcosa dovrà pur esserci stata per far innescare le dicerie no? Mettici anche l’ignoranza dei tempi in cui tutto e nato e BAM! Ecco nata una leggenda. Devo ammettere però che è bello credere ad alcune di esse.

Poi, dall’altra parte, ci sono le storie vissute, quelle personali o di gente di cui ci fidiamo, a noi vicine, e lì tutto si ferma perchè come puoi dar forma a ciò che qualcuno ha visto o udito? O che si è percepito?

Io non amo dare per scontate le percezioni e le sensazioni comunque.


Inizio con due esperienze diverse di licantropia vissute dai miei genitori.

Nella mia città, Mesagne, si parlava di un uomo che la gente vedeva sempre andare in giro di notte. Molte persone dicevano di averlo visto trasformarsi in un lupo.

Mia madre aveva all’incirca tredici/ quattordici anni, in tarda serata all’incirca verso le nove/ dieci di sera, si stava dirigendo verso casa da sola. Le strade erano deserte, e ad un tratto vide quest’uomo infondo alla strada. Fermo.  Lei non ci fece molto caso e continuò a camminare diretta verso casa, quando all’improssivo vide crescergli del pelo lungo le braccia. In due secondi mia madre era già a casa!

Lei questo particolare se lo ricorda perfettamente, la crescita istantanea di un folto pelo, ma chi può dire cosa avrà mai visto?

Mio padre, anche lui minorenne, stava tornando in tarda serata da lavoro con un suo amico ( che conosco perfettamente e mi ha raccontato più volte anche lui questa storia), ed erano entrambi su di una bici. Dopo un po’ si voltarono e videre quest’uomo pieno di peli, un mostro praticamente, fermo sulla strada da dove erano venuti. Mio padre dice ” è inutile dire che la bici correva da sola, non abbiamo capito più niente”!


Questa che vi racconto adesso è un’altra diceria della città in cui vivo di cui mia madre ha sentito solo delle storie quando era piccola.

Si diceva che c’era un uomo che mutasse in vampiro nelle notti di luna piena e che i familiari lo chiudessero in una stanza circondando gli infissi di aglio per non farlo muovere da lì.


Parlando di fantasmi, anime e via dicendo, ho molte storie di amici e parenti che hanno vissuto direttamente un evento che potrei raccontarvi, ma mi limiterò a due storie, una di mio padre ed una vissuta da me.

Mio padre, insieme al resto dei suoi parenti, avevano deciso di stare accanto a loro nonna appena defunta. Verso mezzanotte, come è usanza fare, chiusero la porte della stanza in cui vi era il defunto, e si sitemarono in cucina. Ad un tratto sentirono la porta esterna aprirsi e chiudersi. Scesero giù per controllare e non videro nulla, la porta era perfettamente chiusa. Dopo poco sentirono nuovamente aprire e chiudere la finestra, andarono a vedere, e niente. Infine sentirono delle voci provenienti dalla stanza dove vi era la persona deceduta e mio padre sentì chiaramente la voce di sua sorella, morta quindici anni prima. Cosa vi devo dire? Mio padre tornò a casa verso le due di notte bestemmiando.

La mia storia invece, è qualcosa di diverso. Più che sentito e visto, è un qualcosa che ho personalmente percepito. Anche se ho una mente fantasiosa che tende a credere alle cose strane, ho sempre cercato delle risposte plausibili a ciò che ho visto in alcune situazioni perchè l’illusione va bene nelle storie, ma non nella vita reale.

Ero in camera mia. In casa era presente solo mia madre. Ero frustrata, arrabbiata e triste per una situazione dolorosa che non riuscivo proprio a comprendere. Ero seduta sul letto cercando di analizzare tutto ciò che era avvenuto e cercando di capire dove avevavo sbagliato. Mi sono così alzata, mi sono accucciata su di un puf sotto al condizionatore che in quel momento gettava aria fredda perchè estate. Piansi, e nella mia testa risuonava un mio tormento ” nessuno saprà mai quanto è grande ciò che provo”. In quell’istante sentì una voce rimbombarmi nella testa, la voce di un uomo giovane che diceva ” Io lo so”.

Ok, adesso semprerà davvero strano come lo è sembrato a me e soprattutto inspiegabile, ma queste sensazioni sono state talemnte ferti da..

Allo stesso tempo ho sentito un punto caldo sulla mia coscia. (Ricordate? Ero sotto al condizonatore co il getto gelido sopra.) Come se qualcuno vi avesse appoggiato la mano. E’ stato così reale il tocco che la voce che mi sono alzata di scatto edho iniziato a piangere per la paura. Mi sono spostata verso il letto, non riuscendo a muovermi. Ad un tratto ho sentito quel tocco caldo, bollente lungo la schiena, come una carezza ed ho percepito dele dita, precise e nette. Con quel secondo tommo mi sono tranquillizzata all’improvviso, non so il perchè, ma ho smesso di piangere e mi son sentita meglio, nonostante non riuscissi a capire cosa fosse successo. Inoltre non avevo la più pallida idea di chi potesse essere quella voce.

Sono uscita dalla camera chiedendo a mia madre se avesse acceso la tv o avesse parlato o fosse venuto qualcuno, ma niente.

Dopo un po’ di tempo ho sognato un giovane uomo a me caro morto purtroppo anni fa, e quando nel sogno ha parlato ho udito quella stessa voce.


Cosa dire? Raccontarvi quest’ultima mia e personale esperiezìnza mi fa ancora venire i brividi, in positivo per la situazione  eper il significato che gli ho dato, ma davvero sono state sensazioni inspiegabili.

Nonostante questo non voglio essere scambiata per una fanatica del paranormale, perchè come detto prima, preferirei dre una spiegazione logica ad ogni cosa!

E a voi p mai successo qualcosa di inspiegabile?

 

Intervista a Elle Eloise

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Grande sognatrice, appassionata lettrice, Elle Eloise, di sera veste i panni della scrittrice, mentre di giorno si occupa di formazione aziendale.

Nata a Cuneo nel 1981 vive in un paesino vicino a Torino, si circonda di semplicità e tranquillità e  il modo in cui affronta ogni cosa la rendono una persona davvero speciale.

Tu che colori la mia ombra è il secondo libro che pubblica con la Delrai Edizioni, dopo Apri gli occhi e comincia ad amare, il suo romanzo d’esordio e il primo autoconclusivo della serie How to Disappear Completely.

Ho avuto il piacere di conoscere questa meravigliosa donna grazie alla lettura di ” Tu che colori la mia ombra” che sicuramente ricorderete (Tu che colori la mia ombra di Elle Eloise- How to disappear completely) e quest’oggi voglio presentarvela facendovi conoscere qualcosa in più su di lei ;2

 

  1. Vorrei iniziare con il porti la domanda di rito. Chi è Eloise?

Eloise è una sognatrice, una ragazza che vive più nella sua testa che nella realtà. È una ragazza timida con chi non conosce, espansiva con gli amici, ansiosa quando sa che qualcuno sta leggendo un suo romanzo, insicura quando deve presentarsi.

2. Oltre la scrittura hai altre passioni a cui ti dedichi?

Il cinema e la serialità televisiva, che ho studiato all’università. La musica, da sempre, grazie a mio padre. Mi sono laureata in cinema al DAMS di Torino, con una tesi triennale su Tim Burton e una tesi specialistica sulle serie televisive pre e post 11 settembre, di cui vado molto fiera. Le mie passioni emergono nelle pagine dei miei romanzi, che sono ricchi di spunti e di riferimenti cinematografici e musicali. La mia scrittura ragiona ormai per immagini e musica, non riesco a fare a meno di avere un approccio cinematografico quando descrivo una scena o un personaggio. Mentre scrivo vedo la sequenza svolgersi nella mia testa e mi viene naturale descrivere i dettagli e i raccordi, così come farebbe un regista.

Nella quadrilogia How to disappear completely, la musica diventa una protagonista. Ho gusti variegati: dai classici anni 50-60 (Beatles in primis) all’indie folk dei giorni nostri (Lumineers, Johnny Flynn, Bon Iver, i Mumford & Sons dei primi due album), con incursioni anche nel brit pop e nell’elettronica. Ho una passione viscerale per Jeff Buckley e i Radiohead che hanno (inconsapevolmente) “donato” il titolo di una loro canzone alla mia serie “How to disappear completely”, di cui Apri gli occhi e comincia ad amare e Tu che colori la mia ombra sono rispettivamente il primo e il secondo volume.

3. Come ti sei avvicinata al mondo della scrittura?

Ho cominciato a scrivere racconti da ragazzina, quando disegnavo anche i miei personaggi. A volte trasformavo le storie che inventavo in fumetti. La mia professoressa di italiano, in prima media, ci aveva proposto il primo paragrafo di un romanzo giallo come traccia di tema: noi avremmo dovuto continuare e scrivere il primo capitolo. Tema dopo tema, scrivevo un capitolo in più (sono arrivata a dodici capitoli, ma non l’ho mai finito). Ho capito che la scrittura mi veniva naturale e così ho cominciato a scrivere fan fiction dei miei film preferiti (per esempio Star Wars, Stand by me e Ladyhawke) e poi a immaginare storie mie, soprattutto cyberpunk.

4.Il tuo sogno nel cassetto è sempre stato essere una scrittrice?

Arrivare in libreria con la Delrai Edizioni!

5. Come è stato riuscire a pubblicare una propria storia? Quali emozioni hai provato?

Ho provato una grande soddisfazione, ma soprattutto ho provato una forte catarsi. Quando è mancata mia madre nel novembre 2012, mi sono sentita persa, come se fossi tornata bambina. Cercavo di nasconderlo ma non sempre ci riuscivo, ero trattenuta. Erano anni che non scrivevo più: durante l’università studiavo per gli esami e scrivevo solo saggi sul cinema. Inoltre lavoravo molto e non ho avuto poco tempo per coltivare la mia passione. Credo che sia sempre rimasta lì

Era solo una fiamma sopita, ma c’era. Dopo la morte di mia mamma questa passione è diventata una necessità: dovevo fare qualcosa per esternare in qualche modo sia il dolore che le gioie che lei mi aveva dato, perché io tendevo a non voler ricordare né le cose belle e né le cose brutte (la malattia per esempio), per non soffrire. Mi sentivo come se stessi camminando in un mondo che non riconoscevo, un mondo senza mia madre, così mi venne in mente un’immagine: una ragazza con ferite dentro e fuori, una punk, con il borsone in spalla, che scende da un autobus e si ritrova in un contesto che stenta a riconoscere e in cui si sente un’aliena. Quindi ho buttato giù il primo capitolo di “Vite di passaggio” che poi, con la DELRAI EDIZIONI, è diventato “Apri gli occhi e comincia ad amare”.  Pubblicare “Apri gli occhi e comincia ad amare” è stato per me uno sfogo, la mia terapia, un modo per trovare consolazione e catarsi, per prendere di nuovo confidenza con i ricordi, soprattutto quelli belli: è un romanzo positivo, un vero e proprio inno alla vita, che non deve essere sprecata, neanche per un secondo.

6. Come hanno reagito i tuoi amici e la tua famiglia riguardo al tuo sogno/ progetto di scrivere? Ti hanno appoggiata e supportata?

Amici e parenti mi hanno supportata tanto e per me è stato molto importante, anche perché stavo regalando un pezzo di me che avevo tenuto nascosto fino a quel momento. Non tutti sapevano che avessi questa passione, è stata una sorpresa per molti di loro. Per alcuni è ancora un segreto.

7. Quali consigli senti di dare per chi come te vorrebbe riuscire a vedere la propria storia pubblicata?

Scrivere storie verosimili, immaginare le scene nella propria testa, ripetere i dialoghi ad alta voce e domandarsi se, nella realtà, potrebbero essere credibili. Inventare personaggi realistici ma anticonvenzionali, cercare di evitare stereotipi e tipologie usurate, soprattutto nel romance.

8. Quali sono i tuoi autori preferiti e a chi ti ispiri?

Nel genere romance new adult amo molto Amy Harmon, della quale apprezzo tantissimo la dolcezza non stucchevole, e mi seguo alcune serie della Sorensen, sono innamorata della sua scrittura, soprattutto delle sue frasi lapidarie che tirano i calci allo stomaco. Seguo anche le uscite di Kim Holden e di Colleen Hoover. Ho anche una passione viscerale per i distopici: la serie di “Hunger Games”, adoro la prosa di Lauren Oliver nella serie “Delirium”, la poesia e la crudezza della serie di “Matched” di Allyson Condie, il pragmatismo della saga “Legend” di Marie Lu. Ovviamente amo tutta la saga di Harry Potter.

9.Libro preferito?

Senza dubbio “La stagione della falce” di Samantha Shannon, peccato che la Salani non dia cenni di vita e sembra aver interrotto la serie. Un capolavoro del genere fantasy.

10I giovani d’oggi si approcciano sempre meno alla lettura e al mondo della scrittura, cosa pensi a riguardo?

In realtà la mia esperienza al Salone Internazionale del Libro di Torino mi ha dato un’altra immagine dei giovani. Mi sento circondata da giovani e giovanissimi che leggono e scrivono, molto più degli adulti! La cosa mi riempie di gioia, adoro vedere che hanno passioni “forti”.

11. C’è un personaggio che ti rappresenta nei tuoi libri?

Credo che Sara e Olivia (l’eroina de “Il tuo sorriso controvento”, terzo volume della serie “How to disappear completely”) siano i due personaggi che più mi rappresentano, mentre Noemi potrebbe essere la donna che un giorno vorrei diventare.

12. Hai altre storie in mente? Cosa dobbiamo aspettarci da Eloise?

Ne ho tante da revisionare! Innanzitutto, a inizio luglio uscirà “Il tuo sorriso controvento” il terzo volume della serie “How to disappear completely”. Sto scrivendo il quarto capitolo, un’altra storia autoconclusiva dedicata al fratello di Max (un personaggio del primo libro). Devo revisionare il primo volume di una serie distopica (che aveva raggiunto le 1100 pagg. e che ho dovuto spezzare in due!) temporaneamente intitolata “Gli anni del silenzio” e finire un altro distopico paranormal che ha come titolo provvisorio “RIOT” e che non vedo l’ora di farvi leggere. Se Malia li vorrà, mi piacerebbe pubblicarli tutti con la Delrai Edizioni. Insomma, ce n’è per tutti i gusti!

Siamo giunti al termine di questa intervista e ti ringrazio per aver accettato di aprirti e regalarci anche un piccolo pezzetto di te e del tuo mondo!

Grazie per questa bella intervista.


E’ sempre un piacere per me scoprire anche piccoli lati e pezzi di vita delle persone. Che siano autori, lettori e non. Ogni uno di noi dietro di se ha del vissuto ed imparare a conoscersi è per me essenziale. Condividere esperienze, momenti della propria vita con qualcun altro è sempre un regalo, un dono che non va mai sprecato, per cui custodirò nel cuore questo spaccato di vita della nostra autrice come qualocosa di mio! 🙂

Arrivederci sognatori 😉