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The hate u give di Angie Thomas

“L’ho già visto succedere un sacco di volte: un nero viene ucciso soltanto perché è nero e si scatena l’inferno. Anch’io ho twittato hashtag commemorativi, condiviso foto su Tumblr e firmato ogni singola petizione. Dicevo sempre che se ne fossi stata testimone avrei gridato più forte di tutti, perché il mondo sapesse cos’era accaduto.

Ora sono io quella persona, e ho troppa paura per parlare.”

-Angie Thomas, The hate u give

 


Salve lettori del blog! Come state? Scusate la mia assenza, ma in questi ultimi giorni non  ho avuto tempo di scrivere e postare nulla sul blog, ma avevo un paio di letture da recensirvi e farvi conoscere per cui non potevo attendere oltre.

Il libro di cui vi vado a parlare oggi è uno Yang Adult edito Giunti Editore, una lettura che ha spopolato in America ed anche in Italia. Di cosa sto parlando? Ma di “Hate u Give” di Angie Thomas ovviamente! Sicuramente ogni uno di voi ne avrà sentito parlare o avrà visto la copertina in giro per i vari social e librerie.

Non potevo quindi lasciarmelo sfuggire e chi mi segue già su instagram saprà qual è stata la mia prima reazione appena terminata la lettura! Mi sarà piaciuto oppure no? 😉


Trama

Starr si muove tra due mondi: abita in un quartiere di colore dove imperversano le gang ma frequenta una scuola prestigiosa, soprattutto per volere della madre, determinata a costruire un futuro migliore per i suoi figli. Vive quasi una doppia vita, a metà tra gli amici di infanzia e i nuovi compagni. Questo fragile equilibrio va in frantumi quando Starr assiste all’uccisione di Khalil, il suo migliore amico, per mano della polizia. Ed era disarmato. Il caso conquista le prime pagine dei giornali. C’è chi pensa che Khalil fosse un poco di buono, perfino uno spacciatore, il membro di una gang e che, in fin dei conti, se lo sia meritato. Quando appare chiaro che la polizia non ha alcun interesse a chiarire l’episodio, la protesta scende in strada e il quartiere di Starr si trasforma in teatro di guerriglia. C’è una cosa che tutti vogliono sapere: cos’è successo davvero quella notte? Ma l’unica che possa dare una risposta è Starr. Quello che dirà – o non dirà – può distruggere la sua comunità. Può mettere in pericolo la sua stessa vita.


Questo è uno di quei libri che va maneggiato con cura, che può e deve essere messo fra le mani di un giovane e non solo per permettere che le sue parole entrino nella testa e nel cuore di chi legge.  Angie Thomas ha affrontato uno dei temi più forti e spinosi di tutti i tempi, un tema che non si ferma sulle coste dell’America, ma che naviga in mezzo agli oceani e avvolge tutto il mondo. La violenza, l’ingiustizia, la disuguaglianza. Chi non ha mai affrontato o sentito parlare di uno di  questi temi almeno una volta nella vita e nei modi più disparati?

Angie Thomas decide di farlo con la voce di Star, una ragazzina di colore che si ritrova a subire e a vivere una delle ingiustizie più amare di tutti i tempi: l’uccisione di una persona amata. Che sia stato un poliziotto in questo romanzo, o che lo faccia qualcun’altro, niente può giustificare un atto simile. Lo spiega bene l’autrice attraverso le pagine e le vicende che intercorrono in tutta la lettura. Con verità, senza mezzi termini, in modo crudo e reale, Angie Thomas, mette dinanzi al lettore la verità che nessuno può negare. La realtà, le paure che nascono e che intrappolano la nostra protagonista con le spalle al muro. E’ una storia triste? Una storia amara? Sì lettori, lo è. Perchè così è la vita vera, lo sono le vicende che realmente accadono ogni giorno e che raccontano queste pagine con chiarezza.

Questo romanzo lo si legge tutto d’un fiato perchè è impossibile non entrare a far parte delle vite di ogni uno dei personaggi descritti, impossibile non sostenerli, non seguirli in ogni loro passo e decisione. 

Trovo che questa lettura non insegni, ma serva a comprendere la società, gli uomini, i meccanismi di ieri, oggi e domani. E cosa permette all’uomo poco corretto di fermarsi? La nostra voce, le parole, la speranza che qualunque cosa accada noi possiamo fare la differenza. Qui si potrebbe aprire ora un dibattito sociale e politico forse, ma personalmente penso che il mezzo con cui fare la differenza possa variare dalle situazioni, ma a non mutare dovrà essere la speranza. E’ questo quello che lascia nel cuore questo libro, per cui ve lo consiglio come ottimo regalo di Natale a chiunque voi vogliate donare un briciolo di fiducia. 🙂


Ringrazio Giunti Editore per avermi inviato la copia e avermi permesso la lettura di questo romanzo, e per voi lettori lascio qui il link diretto all’acquisto 😉 The Hate U Give. Il coraggio della verità

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Questo canto selvaggio di Victoria Schwab

Buon 13 Ottobre amici e buon venerdì! 😀 La mia costanza verso il blog sta diminuendo per via dei vari impegni che sto avendo ultimamente ed anche se il tempo per la lettura sta iniziando a scarseggiare leggere rimane pur sempre una parte focale della mia vita, come l’ossigeno in poche parole!

Quest’oggi vi porto la recensione de ” Il canto selvaggio” di Victoria Schwab, ( di cui non avevo mai letto nulla),edito Giunti Editore che ringrazio immensamente per la copia inviatami! ❤

Ma vediamo insieme di cosa parla questo fantasy così chiacchierato ed amato:


TRAMA

“Per anni Verity City è stata teatro di crimini e attentati, finché ogni episodio di violenza ha cominciato a generare mostri, creature d’ombra appartenenti a tre stirpi: i Corsai e i Malchai, avidi di carne e sangue umani, e i Sunai, più potenti, che come implacabili angeli vendicatori con il loro canto seducente catturano e divorano l’anima di chi si sia macchiato di gravi crimini. Ora la città è attraversata da un muro che separa due mondi inconciliabili e difende una fragile tregua: al Nord lo spietato Callum Harker offre ai ricchi protezione in cambio di denaro, mentre al Sud Henry Flynn, che ha perso la famiglia nella guerra civile, si è messo a capo di un corpo di volontari pronti a dare la vita pur di difendere i concittadini e ha accolto come figli tre Sunai. In caso di guerra la leva più efficace per trattare con Harker sarebbe la figlia. Così August, il più giovane Sunai, si iscrive in incognito alla stessa accademia di Kate per tenerla sotto controllo. Ma lei, irrequieta, implacabile e decisa a tutto pur di dimostrare al padre di essere sua degna erede, non è un’ingenua…”


Come vi ho pocanzi accennato, non avevo mai letto nulla di questa autrice tanto  amata. 

3099544.jpg Victoria ha pubblicato molte altre letture e fra i suoi successi vi è la saga “Shades of magic”, apprezzatissima anche dai lettori italiani! “Questo canto selvaggio”  le ha conferito altrettanta gloria permettendole così di spopolare anche in Italia. 

Ho iniziato con queste premessi le prime pagine  di questa lettura, con agitazione e fermento, che sono andati  via via aumentando pagina dopo pagina. I primi capitoli non sono stati semplici da affrontare, tutto è accennato, quel poco che basta per incuriosire il lettore ed invogliarlo a proseguire, senza rivelare troppo. Dopo alcune ore ero già a metà del libro con la bava alla bocca. Perchè? Avevo dinanzi una scrittura superba, impeccabile nelle descrizioni, calibrate, dialoghi semplicemente perfetti, veri, intriganti. Una trama originale, un mondo nuovo, tutto da scoprire avvolto da un alone grigio, oscuro. Per cui mi sono immersa, catapultata in questa storia insieme ai protagonisti che ho amato alla follia! Il mio preferito? August. A detta di molti è il preferito di chiunque abbia letto il libro. Sarà il personaggio in se, le sue caratteristiche caratteriali, sarà la sua storia aspra ed esasperante oppure sarà  il suo essere ad intrigare profondamente, ma August mi è entrato proprio nel cuore! ❤

Tutti i personaggi che  entrano a far parte della vicenda attiva, anche quelli secondari, hanno un loro perchè. Nessuno e niente è lasciato al caso, ogni pezzo è nato per incastrarsi al posto giusto. L’ambientazione è straordinaria, mi ricorda Capitol City di Hunger Games o la popolazione descrita in Maze Ranner! Mi sono così gasata, fomentata per questa lettura che dopo averla conclusa la notte ho sognato di trovarmi in quel mondo, i giorni seguenti ne ho parlato e riparlato dicendo << Bello, davvero bello! Da leggere assolutamente!>> e a distanza di una settimana sto soffrendo per l’attesa del secondo ed ultimo volume della saga!

Per cui: questa è una saga, una lettura consigliata? No. CONSIGLIATISSIMA CON OBBLIGO DI LETTURA! Soprattutto se amate le ambientazioni reali, situazioni oscure, forti emozioni e le associazioni al mondo di oggi manipolato dall’oscurità! 😉


Spero che la mia recensione vi sia piaciuta, e se vi ha convinto all’acquisto oppure lo eravate già, vi lascio il link del libro su amazon  🙂 –>

Questo canto selvaggio (I mostri di Verity Vol. 1)

 

A presto e a nuove letture!

Quindici minuti di Jill Cooper

“Delilah mi inietta nel collo il siero del sonno. Mi pizzica come il morso di un insetto, quindi mi vengono fissati gli elettrodi alle tempie. La testa mi formicola. L’elettricità mi passa lungo la pelle, facendomi contrarre le dita dei piedi. Le palpebre si fanno pesanti. Si chiudono, ma il suono di qualcuno che bussa mi costringe a sollevarle di nuovo. Vedo Rick, il mio ragazzo, attraverso la finestrella della porta. Sta battendo contro il vetro. Afferro il bracciolo e le cinghie mi si bloccano sull’avambraccio.
«Arrestatelo», sibila Delilah all’intercom.
Le guardie di sicurezza immobilizzano Rick con le braccia dietro la schiena.
Quindi la donna si volta di nuovo verso di me e sorride. Non sembra amichevole. Mette i brividi.
«Sei pronta a tornare indietro.»
«Lara!» grida Rick. Il bisogno e il desiderio nella sua voce mi spezzano. «Non farlo, Lara!»
La sedia comincia a girare e la stanza vortica intorno a me fino a quando non mi sento stordita. Ho la nausea. La velocità mi costringe ad appiattire la testa contro il cuscino. Apro la bocca e mormoro un’unica parola: «Mamma.»”

Quindici minuti- Jill Cooper


Ben ritrovati amici lettori e buon sabato! Ultimamente sono molto gasata per le letture che sto affrontando, tutte molto belle che meritano di essere notate ed amate da molti lettori!!! Oggi, infatti,  vi parlo di “Quindici minuti”di Jill Cooper.

Ancora prima di uscire, questo titolo è passato di bocca in bocca fomentando molti lettori. Sono nate così aspettative alte su questa lettura tanto che temevo di avere fra le mani una bomba pronta ad espodere e rovinare l’euforia. In realtà questa bomba è esplosa entusiasmandomi ancor di più! 😀 Ma vediamo insieme la trama…


Trama

“Quindici minuti. È tutto ciò che la Rewind concede a una persona quando viaggia nel passato, ma per Lara Crane è abbastanza per trovare sua madre e impedirne l’assassinio nel corso di una rapina avvenuta dieci anni prima. Ma la storia che le è stata raccontata per tutta la vita è una menzogna. Quando Lara viene colpita dal proiettile che avrebbe dovuto uccidere sua madre, il suo futuro cambia per sempre: nuova casa, nuovi amici e nuovo ragazzo. E ora suo padre è in prigione. In una linea temporale che non riesce a comprendere, Lara sta per commettere un errore fatale e dovrà confrontarsi con un avversario che conosce molto bene… perché fa parte della sua famiglia.”


Non sapevo davvero cosa aspettarmi da questa lettura. Non avevo mai letto nulla di realmente concreto sui viaggi nel tempo, se non visto solo dei film, così mi sono avventurata insieme a Lara Crane nella sua vita, nella sua esistenza, nella sua testa e ne sono stata completamente coinvolta. Come un treno che corre sui binari e ti investe, così, Jill Cooper, ha saputo stendere i suoi lettori ( sicuramente me!). Con una scrittura pulita, ritmica, elettrica incapace di stancare ed una trama contorta, enigmatica, ma allo stesso tempo ammaliatrice.

Non riuscivo a smettere di leggere, dovevo sapere, dovevo capire e questa sensazione di ansia continua e voglia di riprendere il libro appena possibile in tutto l’arco della giornata, è un talento unico, indiscutibile anche se la lettura in corso non è perfetta.

Già, perchè io delle “imperfezioni” le ho trovate in queste pagine, ma non hanno contrastato la voglia irrefrenabile di lettura. Cos’è che non mi ha convinto? I dialoghi, spesso fuori luogo, poco credibili, e le descrizioni, a volte troppo poche dove ve ne era strettamente bisogno.  Avrei inoltre preferito che i personaggi attorno a Lara avessero avuto più rilievo, carattere, che fossero dei personaggi e non solo dei figuranti.

Lara, la nostra protagonista, è ben descritta invece, si lascia conoscere ed avvicinare dal lettore tanto quanto basta per amarla e seguirla nelle sue avventure. Avventure originali daltronde, per niente scontate o noiose, una storia bel sviluppata e strutturata che pecca solo di mancanza di dettagli, di rafforzamenti qui e lì.

Chi di voi a letto questo romanzo? Per chi ne fosse incuriosito ne consiglio assolutamente la lettura, vi stupirà senza ombra di dubbio. Ringrazio Dunwich Edizioni per la copia omaggiatami e vi inserisco il link dritto ad Amazon se voleste acquistarlo–> Quindici Minuti (The Rewind Agency Vol. 1)

Se mi tornassi questa sera accanto di Carmen Pellegrino

“Guardati da chi si sente migliore degli altri, per qualsiasi ragione, è da quella posizione impone il suo punto di vista privilegiato. Fidati invece di chi ha scoperto quanto è dura la terra se la tocchi cadendo”

  • Se mi tornassi questa sera accanto

Buon lunedì amici lettori! 🙂 Apro questa settimana con la recensione di uno dei più bei romanzo mai letti e sto parlando di ” Se mi tornassi questa sera accanto” di Carmen Pellegrino.


“Se mi tornassi questa sera accanto”, memorabile incipit della poesia “A mio padre” di Alfonso Gatto, è il secondo libro di Carmen Pellegrino che racconta il delicato rapporto tra padre e figlia. Un romanzo sulla distanza, a volte abissale, che può esserci tra gli esseri umani, specie se si sono amati. Giosuè Pindari – uomo antico, legato alla terra, alla famiglia e a un ideale politico – scrive lettere alla figlia Lulù, che se ne è andata e non dà più notizie di sé, e le affida alla corrente del fiume, arriveranno mai? Non è importante saperlo. In fondo il fiume, con le sue piene improvvise, sa sempre come arrivare a destinazione. In quella distanza vive Lulù che d’un tratto, dalle sponde di un altro fiume – dopo l’incontro con Andreone, l’uomo “leggero” che aspetta la piena – è come se rispondesse alle lettere paterne, seguendo la corrente.”


Io di distanze ne so qualcosa. So cosa significa avere la propria famiglia lontano da se, non solo fisicamente, e leggere un romanzo come questo ha messo in subbuglio tutto il mio intero animo.

A colpire non è la semplicità con cui Carmen Pellegrino riesce a descrivere i sentimenti e le situazioni che travolgono i personaggi di questo romanzo, la fluidità e la cura con cui la sfera affettiva e i valori spuntano fuori, come pezzi di legno, trascinati via dalla corrente di un fiume e che riemergono dal fondo.  A coinvolgere è la storia di un uomo come tanti altri e di una figlia come tante altre. Vicende comuni,  sentimenti ed emozioni quotidiane.  Così, come se tutto fosse normale, le vite si separano, ci sleghiamo dalle persone che amiamo, a cui siamo più legati e ci allontaniamo facendo leva sulle faccende tangibili, sulla ragione che deve per forza giustificare qualcosa. Entrano in ballo svariate emozioni, che cozzano, combattono fra loro cercando, ogni una di esse di dimostrar di aver ragione.

Quanto è infinitamente debole e stupido l’uomo da lasciar andare tutto quanto pur di ver ragione, pur di fare la cosa giusta? Ma cosa è realmente giusto? Cosa è sbagliato oppure no? La vita non è forse una? Il cuore e la mente stessa non ci richiamano come la marea alle nostre origini, verso la nostra casa e verso le persone a cui realmente teniamo?

Ecco, l’autrice di questo romanzo parla di uomini, di debolezze e umanità che ci fanno perdere l’orientamento e purtroppo anche un sacco di tempo. Giosuè, cone le sue dolci lettere scritte alla figlia mi è rimasto nel cuore, come esempio, come uomo che vorrei essere un giorno se dovessi commettere un errore. Tornare indietro sui propri passi, ammetterlo e non curarsi di nulla se non di riavere ciò che abbiamo perduto. Questo è il gesto di infinito amore che Giosuè porge alla figlia.

Altra figura di infinita dolcezza e tenerezza è stata Nora, moglie di Giosuè, purtroppo malata e poco presente con la testa, ma nobili sono stati i cuori di Lulù e suo padre che hanno tenuto vivo l’amore per questa donna nella dura e irrequieta quotidianeità.

Invito qualunque lettore ad affrontare questo viaggio creato da Carmen, un percorso d’amore poetico.

“Se mi tornassi questa sera accanto” ha vinto, alcuni giorni fa, il premio Dessì .


Ringrazio la casa editrice Giunti per avermi dato la possibilità di leggere questo capolavoro della narrativa! Potete acquistare il romanzo direttamente su amazon —> Se mi tornassi questa sera accanto: 1

Il circo dell’invisibile di Camilla Morgan Davis

“Più lo guardo e più lo trovo bellissimo, e non voglio vederlo così. Vorrei che, oltre a essere antipatico, scorbutico e fidanzato con Jezabel, fosse ricoperto di pustole, calvo, con tre occhi e magari persino puzzolente. Invece è dannatamente bello.”

-Il circo dell’invisibile


Buongiorno readers, come state?  😀

Qui in Puglia il caldo è ancora presente, ma una leggera brezza, al calar del sole, mi ricorda che dovremmo essere vicini all’autunno. Attendo così di camminare lungo i viali pieni di foglie multicolore e respirare aria natalizzia ( sto esagerando? ehehe). Continuo però ad invidiare chiunque di voi stia indossando maglie a maniche lunghe o persino maglioncini! Detto ciò, possiamo passare all’argomento di oggi, la recensione de ” Il circo dell’invisibile “ di Camilla Morgan Davis edito Dunwich Edizioni.


TRAMA

“Clio è una ragazza di quindici anni, da un anno è scappata dalla sua famiglia e vive a Edimburgo in un vecchio spaccio del pesce, ormai abbandonato. Trova nel misterioso Circo dell’Invisibile la possibilità per cambiare nuovamente la sua vita, trasformandosi nella Ballerina Sirena. Clio crede di vivere in un sogno che oscilla fra duri allenamenti, emozionanti spettacoli, strane amicizie e un dolce amore, ma il sogno nasconde una faccia oscura. Quali misteri si celano sotto i tendoni dorati e turchesi che ha imparato a considerare la sua casa? Clio proverà a scoprirlo sfidando la meraviglia con l’inganno dei suoi stessi desideri.”


“Il circo dell’invisibile” è stata una delle letture che più attendevo. Se mi conoscete almeno un po’ saprete anche quanto io sia affascinata dal mondo del circo e dopo aver letto IL CIRCO della NOTTE di Erin Morgenstern , ed averlo amato immensamente, non vedevo l’ora di incamminarmi verso una nuova magica avventura.

Purtroppo però mi sono ritrovata dinanzi ad un romanzo scarno, abbozzato e mal composto. Durante tutta la lettura ho cercato di non saltare a conclusioni affrettate attendendo così la conclusione sperando di meravigliarmi, ma così non è stato.

La scrittura di Camilla Morgan Davis si è rivelata fin da subito povera di descrizioni creando così ambientazioni, personaggi e situazioni abbozzate e mai ben definite. Ho colto l’incipit della trama, le fondamenta volute creare, ma che non sono poi state sviluppate. Avrei voluto cogliere di più dalle descrizioni asettiche, dai personaggi lanciati in pista e lasciati lì, quasi privi di una ideantità.

La struttura dell’intero romanzo si è rivelata così povera, quasi traballante seppur visibile. Con rammarico ho concluso il volume lasciando in me l’amaro in bocca, una sensazione di incompiuto, perchè è tutto lì, la storia c’è, ma manca tutto il resto, l’abbellimento, l’abbondanza sopraffina della descrizione.

Vi invito ugualmente alla lettura di questo romanzo se vi intriga perchè la mia opinione è sempre strettamente personale 😉

Se avete letto questo libro mi piacerebbe conoscere la vostra opinione o se siete interessati ad acquistarlo in tal caso potete farlo anche su Amazon

Il circo dell’invisibile

Ringrazio la Dunwich Edizioni per essere sempre disponibile e per avermi dato la possibilità di leggere una lettura a cui ambivo! 😉

La dannazione della sirena di Ornella Calcagnile

Buon martedì 19 Settembre amici lettori! Non mi sembra ancor possibile che questo mese da me tanto atteso stia per concludersi. Con Ottobre alle calcagna io sono ancora qui, a vestire maglie a maniche corte e a guardare le sciarpe con la bava alla bocca.  Nonostante questo le mie letture continuano e oggi voglio parlarvi di un racconto fantasy  edito Lettere Animate ” La dannazione della sirena”! 😉


Trama

“L’oceano nasconde rare beltà come sirene e tritoni. Ma la bellezza e la longevità, il privilegio di vivere sia negli abissi che sulla terra, hanno caro prezzo: la dannazione.Tide è una sirena che rifiuta i lati oscuri della sua specie e prima che la maledizione tocchi anche lei, scappa per vivere serenamente ciò che le resta della sua esistenza. Si nasconde nel Mediterraneo dove si lascia cullare dal calore delle sue acque e delle popolazioni costiere, finché non si innamora di Marsiglia e non incontra Florian, che le regala nuove sensazioni e sapori. L’idillio, purtroppo, si interrompe sul nascere; le sorelle della giovane sirena, dopo aver ucciso Florian, trascinano Tide nel loro regno, punendola duramente e riportandola sulla retta via. Lei è la loro adescatrice di uomini, ha il compito di sfamare la sua famiglia con carni umane, da cui dipende la loro sopravvivenza. Tide, determinata a non subire più castighi, accetta con rammarico quel ruolo che da sempre la opprime e che detesta, ma una sera quella fermezza vacilla: Enrico, giovane italiano, le riporta alla mente ricordi tanto piacevoli quanto dolorosi, ponendola nuovamente di fronte a una scelta, in bilico tra coscienza e razionalità: risparmiarlo o cedere alle pressioni delle sue fameliche sorelle?”


Sono stata attratta da questo racconto fantasy per via delle Sirene. Se pur essendo amante di tutte le creature mitologiche e magiche, questa figura metà umana e metà pesce mi ha sempre attratta fin da piccola. Badate bene, non parlo delle Sirene dolci e gentili, giovani donne amabili come Ariel de ” La sirenetta”, ma bensì ero affascinata dalla figura mitologica presente nel racconto di Ulisse nel viaggi di ritorno ad Itaca.

Non ho mai letto alcun tipo di romanzo  su queste figure perciò la curiosità di vederle in azione in qualche modo mi ha portato ad iniziare questa avventura.

Finita la lettura sono d’apprima saltata a delle conclusioni ( adesso oserei dire affrettate) che non mi hanno permesso di valutare al meglio ciò che avevo letto. La mia mente era concentrata, come se avesse fra le mani un romanzo fatto e finito, finchè non ho effettivamente realizzato che fosse un racconto lungo. Ebbene sì, non può essere definito altriementi dato le poche pagine che compongono lo scritto. Per cui ho rivalutato il tutto giungendo ad una conclusione che vorrebbe essere un consiglio ( senza presunzione alcuna).

All’autrice vorrei consigliare caldamente di tramutare ogni suo racconto in romanzo e se mi chiedesse il perchè le risponderei che il suo dono di scrittrice non va assolutamente limitato, legato. Ornella Calcagnile scrive in modo semplice, lieve e leggero. Una scrittura senza ossa che ondeggia leggera fra le righe delle pagine. Leggere qualcosa di suo è stato davvero un piacere.

Ho scoperto ,con questo racconto, il fascino che possono avere le creature marine anche nella narrazione fantasy, qualcosa di diverso che è riuscito ad appassionarmi. Avrei certamente preferito che la trama fosse più articolata, più complessa e che questo racconto fosse tramutato in romanzo, qualcosa di corposo. Aver racchiuso le tante idee che l’autrice aveva in mente e che ha effettivamente accennato in tutto il racconto, ma non sono state purtroppo sviluppate al meglio, per cui, credo che a rendermi insoddisfatta fosse l’incompletezza.  Essa, secondo me, rigurda anche i personaggi, pur avendo sviluppato una protagonista con i fiocchi a me manca tutto il resto, la vita che le ruota attorno è quesi assente.

Nonostante ciò se siete intrigate come me dal magico mondo delle sirene e non amate gli stereotipi inculcati dalla Disney ( ahahah) vi consiglio la lettura di questo breve, leggero racconto! 😉


Ringrazio la casa editrice Lettere Animate per avermi inviato la copia del racconto, potete acquistarlo a pochissimo su Amazon —>La dannazione della Sirena

L’Accademia di Anjur di Federica Petroni

Buon giovedì amici lettori! Eccomi ritornata dopo giorni di assenza con una nuova recensione, ma prima di iniziare a parlarvene voglio annunciarvi che finalmente ho comprato la nuova libreria! Ebbene sì, i miei amatissimi libri hanno una casa, un letto dove riposare e sentirsi fieri 😉

Chi mi segue su instragram avrà visto un paio di foto, ma non ho ancora rivelato l’intera library, per cui mi chiedevo, vi piacerebbe un video di un bookshelf tour? 😀 Fatemi sapere giù nei commenti 😉

Bando alle ciance e proseguiamo con la recensione di oggi! Di quale lettura parleremo? “L’accademia di Anjur” di Federica Petroni edito La corte Editore!


TRAMA

“L’Accademia di Anjur, la più grande e antica istituzione dello Stato, è arrivata a fare le selezioni nel piccolo paese dove vive Shani. Entrare in Accademia è un sogno di molti, ma solo pochi eletti possono accedervi. Inizialmente esclusa, Shani riuscirà invece a conquistare il suo posto nell’Accademia dopo aver scoperto, a sorpresa, di avere il Dono e poter controllare l’Archean. Shani lascerà così il suo paesino per entrare nell’Accademia e iniziare l’avventura più grande della sua vita. Ma all’Accademia le regole sono ferree e i pericoli sono tanti e Shani, che rischia di essere espulsa, verrà coinvolta in un complotto che rischia di portare alla guerra civile.Di chi potrà fidarsi? Ma soprattutto, riuscirà proprio lei, così derisa da tutti, a fermare la guerra prima che inizi e a riguadagnarsi il suo posto all’Accademia per l’anno successivo?”


Ho iniziato a leggere l’Accademia di Anjur non sapendo cosa aspettarmi, se potesse piacermi, se fosse nelle mie corde oppure no. Non so dirvi cosa mi abbia colpito e intrigato maggiormente, forse la parola “accademia”, forse anche un po’ la copertina, fatto sta che ho iniziato questa avventura in un mondo sconosciuto con accanto a me solo Shani, la nostra protagonista.

Sfogliavo le pagine con naturalezza, dolcezza, e imparavo, conoscevo luoghi e persone, realtà e situazioni, e così in breve tempo questa lettura è diventata una dipendenza. Arrivavo a sera con la voglia matta di poter riprenderne a leggere e continuare quel viaggio. Ipnotico e suggestivo, così descriverei questo libro. Staccarsi dalle pagine era per me impossibile e ciò accadeva solo allo sfinimento, alla chiusura delle palpebre.

Scrivendo ora ricordo l’emozione nella lettura, la mente che abbandonava la realtà e l’immaginazione che volava alta. Come avrete quindi capito, ho adorato questo libro, questa storia, ed è stato triste leggere la parola fine. Sono legata ormai a Shani, è diventata un’ amica, una sorella, un personaggio che resta, così come l’avventura che si è ritrovata a vivere, originale senza alcun dubbio! Ho apprezzato moltissimo la crescita dei personaggi, i dialoghi divertenti e schietti, ho amato un po’ meno però alcune descrizioni, le avrei preferite  più descrittive e precise, e mi sarebbe piaciuto vivere magiormente l’accademia come ambiente. Nonostante questo la noia non mi ha mai assalita, l’originalità dell’autrice è da apprezzare e spero venga coltivata al meglio! 🙂

Consiglio la lettura di questo bel fantasy a tutti quanti e ringrazio la casa editrice per aveemi dato la possibilità di leggere questa meraviglia! 😉

Potete acquistare il libro su amazon a questo link —> L’accademia di Anjur: Il numero trentuno

 


 Fatemi sapere nei commenti cosa pensate di questa lettura e se volete il bookshelf tour della mia nuova libreria 😀

Akram Salim, come il Dio…di Sabrina Guglielmi

“Una baracca tra tante baracche, una donna tra tante donne, uomini e bambini che come unico gioco dell’infanzia hanno il furto di un giorno di vita in più: Halima terzogenita di dieci figli non si arrende e neppure il suo sventurato esserino che vuole affacciarsi in questo niente; così coraggiosamente decide con Nabil di tentare l’impossibile.”


Buon giovedì amici lettori! Eccomi qui con un’altra recensione libresca edita Giovane Holden Editore!

La lettura di oggi tratta un tema a me molto caro, l’immigrazione nel nostro paese, per cui ho dedicato a questa lettura un’attenzione maniacale.  A voi la recensione! 😉


TRAMA

“Nabil e Halima sono una giovane coppia di sposi sudanesi. Il loro sogno è quello di lasciare il paese alla volta dell’Italia dove sperano di costruirsi una vita e di dare un futuro al figlio che aspettano. Grazie alla generosità dei parenti riescono a mettere insieme un po’ di denaro e si aggregano a un gruppo per tentare, attraverso la Libia, di imbarcarsi e affrontare la traversata del Mediterraneo. Purtroppo i soldi racimolati con tanta fatica non sono sufficienti per entrambi, così Halima è costretta a restare in stallo al campo base in attesa che Nabil mandi il denaro necessario.
Il giovane sudanese si confronta ben presto con una realtà che poco ha a che vedere coi suoi sogni, ma non dispera e si adatta a condizioni di lavoro disperate pur di riscattare la moglie e il figlio che deve nascere.
Una storia appassionante, agrodolce.”


Attraverso le vite di Nabil e Halima il lettore vive alcune delle tristi realtà che affliggono i migranti nel nostro paese al giorno d’oggi. A rendere tutte le vicende ancor più reali e vive sono i pensieri, i ragionamenti ed i sentimenti che spingono i protagonisti a compiere delle scelte, a mutare la loro vita ed indirizzarla in luoghi e situazioni che mai si sarebbero aspettati di attraversare.

Ho apprezzato gli aspetti più realistici, la disperazione, la povertà, l’umiliazione e l’amore che plagia un uomo tanto da renderlo irricnoscibile ai suoi stessi occhi. Nelle parole e vicissitudini di Nabil, ho visto la realtà degli uomini che vedo ogni giorno sotto al sole nei campi della mia città. In queste pagine ho visto il mare prepotente prendersi la vita senza guardare in faccia nessuno. Nei gesti protettori di Halima ho visto gli occhi di una donna che ama nonostante tutto, nonostante tutti.

Questo romanzo raccoglie spaccati di vita vera, più smussati e resi meno aspri attraverso la scrittura dell’autrice. Devo esser sincera, amo, in questi casi, un racconto duro e crudo, quasi raccapricciante che mi colpisca le membra come un pugno, ma ciò ovviamente è soggettivo. Nonostante questo le pagine volano, ci si affezziona ai protagonisti, agli uomini che attraversano la vita di questi personaggi, uomini come Vincenzo, che nonostante la paura decide di aiutare ed infine amare.

Il colpo di grazia l’ho avuto con Salim, il pargoletto sopravvissuto grazie alla forza di Nabil e Halima. Un ragazzo nato in Italia, che anch’esso da senza riserva alcuna, pur di aiutare.

Ahh che bella parola “aiutare”, è una delle mie preferite. Aiutare qualcuno. Dare una mano. Cambiare la giornata o persino la vita a quella persona. Cosa c’è di più bello di questo mi chiedo?

Attendevo un finale glorioso per questo romanzo, forse anche scontato, ma che mi avrebbe fatta sentire felice e piena di speranza ed invece così non è stato. Purtroppo la nota dolente l’ho avvertita forte e chiara.

In queste pagine, come nella vita reale, non si incontrano solo persone bisognose e buone, ma anche aguzzini, gente insensibile, gente che a questo mondo forse non dovrebbe nemmeno esserci, ma mi chiedo… concludere un romanzo ( di cui possiamo controllare le vicende) con un gesto non etico, non umano, era davvero necessario?E’ davvero questo il modo di far “giustizia”, il modo di sentirsi finalmente “liberi” che vogliamo trasmettere? La violenza ripaga l’ingiustizia?

Con questa riflessione concludo la recensione ringraziando la casa editric eper l’invio della copia e la possibilità di lettura.  Potete aquistare il libro direttamente sul sito della casa editrice o su Amazon dove potrete leggerne l’estratto:

Akram Salim, come il Dio…

La memoria e l’inconscio di Loretta De March

“Tornava indietro con la mente, pensando sono sposata, ho tre figli…e in quegli attimi le sembrò di aver vissuto solo per gli altri.

Tutto tranquillo: ore, giorni, come incollati. Le rimbombavano in testa le parole della madre : Cosa ti manca?

La verità la urlò nel vento.”

 


Buona domenica mattina amici lettori! Come state? COme avete trascorso le vostre vacanze? 🙂

Mi sono ancora una volta assentata dal blog , ma rieccomi qui, con una nuova recensione “La memoria e l’inconscio” di Loretta De March.


Trama

“La storia di Giulia, sensibile e romantica sognatrice, si avvia sullo sfondo del primo dopoguerra italiano, bambina troppo presto sradicata dall’infanzia, vittima di un terribile segreto che segnerà tutta la sua vita. Allontanata da casa per ragioni di salute e mandata in montagna dai nonni paterni, Giulia, nei racconti della nonna e nel vivace rapporto con la zia vive un periodo di serenità lontana da una madre insoddisfatta della sua vita e da un padre adorato ma che mette la moglie sempre al primo posto nei suoi affetti. Il rientro in famiglia, più difficile del previsto, costringe però di nuovo Giulia a fare i conti con una realtà decisa a non regalarle nulla.”


Edito da Giovane Holden Editore, Loretta De March, ci regala una lettura d’altri tempi, carica di significati ed amozioni.

Giulia, la protagonista del romanzo, è il perno con il quale l’autrice riporta alla vita sensazioni, episodi, valori e sentimenti del dopoguerra. Con il suo buon carattere, la curiosità caratteristica di ogni bambino e la sincerità nel cuore, Giulia ascolta ed assorbe le storie che sua nonna si appresta a raccontarle e le immagazzina facendone tesoro.

Ma la realtà, alla fine di ogni racconto, ritorna prepotente destandola dai propri sogni e spingendola ad affrontare la propria vita  turbata fin dalla tenera età.

Crescerà così la nostra protagonista, combattendo i suoi turbamenti, affrontando la vita e tramutandosi in donna viva e appassionata.

La sua storia avrà un finale dolce/amaro, carico di sentimento e dolcezza. Una conclusione che riempie il cuore, in grado di far sognare, di far sperare, in grado di dare una spinta e tanto coraggio al lettore.

Con una scrittura scorrevole la storia si sviluppa, lenta come un dolce cullar delle onde. Una lettura consigliatissima per chi desidera ed ha bisogno di sognare, di risposte, consapevolezza e dolcezza! 🙂

Ringrazio la casa editrice per l’invio della copia e per aver avuto la possibilità di leggere questo romanzo! 🙂

Potete acquistare questo libro direttamente sul sito Giovane Holden oppure su Amazon a questo link –> La memoria e l’inconscio


 

Vi ricordo che è ancora in corso il Giveaway sul blog! 😉

ORGANIZZO UN GIVEAWAY! 😀

Neve di Maxence Fermine

“Sopravvisse perché ciò che vide quella notte, quella cosa, quella straordinaria cosa venuta anch’essa dall’altra sponda del reale, quella cosa sublime e bella era la più bella e sublime immagine che mai gli fosse stato concesso di vedere in tutta la sua vita. E quell’immagine non poté mai più dimenticarla.
Quella cosa così bella era lei.”

( Maxence Fermine)

In questo sabato 12 Agosto, sono finalmente pronta a recensire una perla della letteratura, un autore d’altri tempi, che con le sue languide parole è riuscito ad intrappolarmi dentro ad un sogno, ad una bolla per tutto il tempo della lettura.

Trama

“Giappone, fine Ottocento. Yuko, diciassettenne ribelle, lascia la famiglia per diventare poeta. Ma la sua poesia, dedicata interamente alla neve, è troppo bianca, e per imparare a darle colore Yuko deve seguire gli insegnamenti del vecchio poeta Saseki, ormai divenuto cieco. Saseki, attraverso il racconto della sua passione per Neve, una ragazza bellissima venuta dall’Europa e scomparsa mentre cercava di attraversare un precipizio sospesa su una fune, insegna a Yuko la forza e la potenza dell’amore. E con questo insegnamento Yuko diverrà non solo un grande poeta ma – cosa più importante – un essere umano capace di amore.”

Neve, non è una lettura per tutti. E’ uno di quei libri o che li si ama o li si odia.
È poesia. Non necessita di una trama o di personaggi elaborati, i versi fanno tutto da se.
La scrittura di Fermine è languida, caratteristica come un dialetto che sta terribilmente stretto ad un estraneo del posto. Con questo autore o ci si sente in famiglia oppure no, o lo si vive in modo trasportato lasciando fuori tutta la razionalità che si ha dentro oppure tanto vale non leggerlo affatto.
Per amare le pagine di questo libro, secondo me, bisogna affrontarlo proprio come farebbe un bambino, senza se e senza ma andrebbe alla scoperta delle parole e delle sensazioni lasciandosi travolgere, senza fare domande alcune, semplicemente ne godrebbe la bellezza.
Questo è “Neve“, la bellezza sotto forma di parole.
La bellezza del mondo, delle piccole cose, della quotidianeità sopravvalutata, dell’amore di ciò che ci circonda.
E tutto nasce dalla neve, dal candore indescrivibile, dalla sua purezza e dalla sua infinita bellezza.
Un po’ di parte, ahimè, lo sono.  Essa mi da pachetezza e speranza.
Al cadere dei suoi fiocchi mi si apre il cuore e mi si illuminano gli occhi. Per me è come una nascita, una nuova possibilità. La neve sterilizza e risana, la amo per questo. Adoro la sua freschezza, la sua capacità di intorpidire le mani al solo tocco e al tempo stesso i dolori dell’anima.
Per cui questa lettura è per me un enorme si! Consigliatissima per chi ama l’astrosità, il diverso! 😀

E voi amici lettori, avete mai letto questo libro o qualcosa di questo autore? 🙂