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James Patterson sostenitore delle librerie indipendenti!

Buongiorno amici lettori! Buon venerdì e ben ritrovati in un altro fine settimana tanto atteso! Già, io non vedo l’ora che sia domenica, il dolce far nulla, il poter dedicare una giornata intera alla lettura, soprattutto se la pioggia inizierà a prendere il sopravvento! ( E penso sia anche ora!)


Oggi vi parlo di un articolo che ho letto sulla rivista ” Il Libraio”, su James Patterson e su come sia un fan ed un sostenitore delle librerie indipendenti. Voi direte…e quindi? Non sarà mica l’unico! Infatti, non sarà l’unico scrittore a interessarsi all’editoria e all’imprenditoria, ma è forse uno dei pochi ( che si è palesato per lo meno) che dona annualmente migliaia di euro alle varie librerie indipendenti d’Italia. Non è mica da tutti togliersi i soldi dalla tasca e aiutare il prossimo, soprattutto se sconosciuto! Ecco, questi sono i gesti che apprezzo, al di là che aiuti o meno una libreria, o un negozio di bambole ( per dire!), il punto è che lo fa! 

Ho iniziato però, così, a sentire il senso di colpa diradarsi nelle vene. In realtà ce l’ho sempre avuto il senso di colpa, fin da quando non ho più messo piede in una libreria o in un negozio di artigianato ed ho preferito internet e le grandi aziende, ma ragazzi, la vita è una e se io avessi la possibilità economica di spendere qualcosa in più per ottenere ciò che voglio, lo farei ben volentieri, mollerei quei soldi anch’io ad una libreria o attività indipendente, ma si sa che chi fa da se…costa molto di più, per chi fa e per chi compra, per cui niente, mi ributto su internet e sull’acquisto online.

Non voglio ora dilagare su questo argomento, altriementi finirei per parlare di società, politica, giustizia,  ignoranza e non finirei più, ma vi chiedo, voi come vi comportate? Date peso all’acquisto che sostenete, all’impresa che ve ne è dietro? Oppure avete un pensiero differente a riguardo? Fatemi sapere giù nei commenti 🙂

 

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La disgrazia di nascere animali

Ieri sera ho assistitio ad una scena a dir poco agghiaciante. Mentre camminavo per il centro della città, sento urlare una donna a squarcia gola e chiunque si trovasse in zona si è voltato per capire cosa stesse succedendo.

La scena era questa :

Un uomo portava a guinzaglio un cane, pastore tedesco, senza museruola, all’improvviso, il cane si è trovato davanti un cagnolino, anch’esso a guinzaglio con la sua padrona che passeggiava tranquillamente. Il pastore tedesco è schizzato verso il cagnolino, e lo ha morso. Le urla sono continuate per un lasso di tempo interminabile mentre il corpicino del cagnolino veniva sballottato a destra e sinistra dal pastore tedesco. Vani sono stati i tentativi di entambi i padroni di togliergli dalle fauci la povera bestiolina.

Ora. Nel caos più totale non si è capito se il povero cucciolo ce l’abbia fatta oppure no, se così dovesse essere ( e lo spero tanto), sarà ridotto più tosto male. Dopo che la folla si fu dissipata, i proprietari di entrambi i cani non c’erano più, suppongo che entrambi siano corsi ad un veterinario il prima possibile.

In quel frangente io vomitavo dall’altro lato della strada perchè la scena era stata  tremendamente violenta.

Quando finalmente mi misi a letto quella sera stessa, non riuscì ad addormentarmi se non molte ore dopo, perchè le urla della donna mi aleggiavano ancora nella testa.

Ed è per questo che mi sale la rabbia per tutta l’ignoranza che la gente ha in corpo.

Non voglio stare qui a parlare di museruola o saper tenere un cane ecc ecc, voglio star qui a specificare e chiarire quello che penso sulle conseguenze delle azioni umane che poi ricadono su gli animali.

Tutto ‘l’odio è stato indirizzato, ieri sera, al povero pastore tedesco, che semplicemente ha seguito un istinto perchè è UN ANIMALE e non gli si può rimproverare il fatto di non capire cosa sia giusto e corretto fare ( a volte non lo capiamo nemmeno noi!). E non mi importa quanta filosofia del cazzo la gente faccia sull’educare un cane , li si può educare fino ad un certo punto perchè hanno degli istinti che non puoi di certo togliergli.

Il mio stesso gatto cattura i poveri uccellini e li uccide. Ma è un gatto e non posso sicuramente ammazzarlo perchè ha degli istinti da cacciatore!!

Oltre ad avere delle leggi di poco conto per le persone, ne abbiamo di poco rilievo anche per la tutela degli animali, che a maggior ragione dovrebbero essere giustificati e capiti, soprattutto quando hanno dei padroni imbecilli!

Tutto questo odio solo per sentirsi grandi, solo per sentire di riuscire a sottomettere qualcuno, proprio non lo capisco. Vi faccio un esempio su un fatto realmente accaduto in uno zoo della mia zona, un esempio di lege del cazzo, perchè di questo si tratta!

Gli adulti, così come i bambini, si stavano divertento a tirare pietre allo scimpanzè, schernendolo e ferendolo, al chè, l’animale, prende quelle stesse pietre e le scaglia contro i suoi assalitori. In conclusione ferisce un bambino, denunciano il fatto ( raccontando solo la parte conclusiva) e lo scimpanzè viene soppresso. Fine della storia.

Ora, io sopprimerei in primis quella gente idiota, che mette al mondo figli per insegnarli cazzate come questa, a vivere da coglioni. Scusate il termine, ma io definisco così questa gente, cogliona. E di storie così ce ne sono a bizzeffe. Storie di genitori che incitano i figli a mettere le mani nelle gabbie e a strappare i peli dell’animale, poi esso si ribella e le conseguenze indovinate chi le paga?

Devo essere sincera a riguardo, dell’uomo, in queste situazioni, me ne sbatto le scatole altamente! La gente può dirmi quello che gli pare, ma questo è il modo in cui vedo il mondo ed è il modo in cui voglio vivere per il resto dei miei giorni.

Mai, e dico mai, tollererò comportamenti offensivi, di alcun genere, e ingiusti verso un animale, perchè se un uomo può permettersi di chiedere perdono ed essere perdonato anche se uccide una persona consapevolmente e non si becca la stessa punizione, perchè diavolo dovrebbe spettare agli animali che seguono i propri istinti? Perchè di questo si parla, di istinti!

Non prendete animali se non volete amarli come se fossero la vostra famiglia, se li volete per giocare, compratevi i peluche con le batterie e non rovinate la vita agli altri, per piacere!

E per finire, vi esorto ad evitare di visitare gli zoo, per quanto onesti possano essere i proprietari, mai gli animali saranno tenuti bene e comunque soffrirebbero nell’essere osservati e tenuti in cattività. Solopeprchè non possono parlare non significa che non stiano male. Vi esorto anche a guardargli negli occhi e vi sfido a dire che son felici di trovarsi in quelle quattro mura di metallo!

La stessa cosa vale per i circhi! Quella è una situazione di gran lunga peggior degli zoo stessi! Animali costretti ad andare in climi differenti, a stare in posti ristretti, con poca pulizia e costretti a fare ciò che un umano dice. Per i soldi, non per amore, ricordatevelo. Chi ama gli animali non li utilizza per degli spettavoli, e se ubbidiscono così tanto non è amore, è dolore subito nelle prove che li costringe a ubbidire successivamente.

Vi invito a vedere gli spettacoli circensi realizzati solo e soltanto da gente, che sa bene dove e come spingersi per divertirsi e far divertire, creando soddisfazione a chi li realizza e a chi li guarda!

 

 

Il nonno che eri, Il padre che sei stato

Oggi avrei dovuto scrivere una recensione, invece mi ritrovo a buttare giù parole confuse. Le sto vomitando spasmicamente, come se avessi preso l’influenza, come se il caffe di stamattina mi avesse fregato rivelandosi velenoso.

Non ho mai amato festeggiare il mio compleanno, l’ho sempre considerato un giorno come tutti gli altri, ho comunque sempre accolto gli abbracci degli amici con enorme affetto.

Domani sarà il mio ventitresimo compleanno, e ci saranno quei tanto amati abbracci, ma non ci sarà nulla da festeggiare.

Oggi mio nonno ci ha lasciati.

In realtà, è il nonno del mio ragazzo. Sono nata e cresciuta nella loro casa, e non avendo nonni nè materni e tanto meno paterni, Lui è diventato Mio Nonno.

Mi ha cresciuta come fossi sua nipote, senza differenza alcuna. Mi ha voluta intorno fin da quando sono nata e guai se saltavo una sola sera per andarlo a trovare.

Lui è stato il nonno che non ho mai avuto e la famiglia che mi è sempre mancata.

Si è battuto per me andando contro i miei genitori. Ha rimproverato mio padre per la scarsa capacità di essere un padre, ogni giorno, senza stancarsi mai.

Ha raccolto le mie lacrime, che fin da piccola ho versato per la famiglia assente che ho avuto. Le ha raccolte e le ha trasformate in lezioni di vita e consigli. La sua frase ricorrente era “Non ti preoccupare, finchè vivo, potrai venire sempre da me, anzi devi, perchè a me importa del tuo bene.”

Lui è stato quello che non ha mai creduto alle parole della gente. Non mi ha mai giudicata, nemmeno quando effettivamente sbagliavo. Attendeva di chiedermi spiegazioni, mi ascoltava e mi credeva. La sua frase era ” Non dar retta alla gente, l’importante è che tu capisca l’errore e se ti serve qualocosa, c’è qui il nonno.”

Restare a pranzo era un continuo ” Stai mangiando?“, ” Assaggia questo, e anche questo”. Restare a cena era passarmi il suo salame o formaggio preferito sotto al tavolo, perchè nessuno poteva toccarlo, tranne io.

I pomeriggi li passavamo sul divano, lui a poltrire e io a guardare la tv.

Mi ha vista innamorare. Ha visto crescere l’interesse fra me e suo nipote. Ricordo la sua risata e il suo ” Oh, poveretti” a mo’di scherno, quando noi litigavamo e facevamo finta di niente. Poi tornavamo insieme, poi nuovamente litigavamo.

Ricordo il suo “ Lascialo stare. So quanto tieni a lui, ma se ti fa stare male, lascialo stare, lo dico perchè non voglio vederti soffrire.

Poi ancora “Ma non lo vedi quanto è stupido? Lui ti vuole bene, ma non lo ha ancora capito. Vai a prenderlo. Senti i consigli del nonno. Vattelo a prendere

Abbiamo iniziato poi a vederci sempre meno. I miei rapporti con gli altri componenti della famiglia si sono inaspriti e l’unica cosa che mi faceva continuare a varcare la soglia di quella casa, era proprio Lui.

E’ iniziata l’università e il tempo libero si è ridotto ad uno o due giorni al mese, ma ormai non mi riconosceva più.  Un anno fa, l’ultima volta che sono andata a trovarlo, non sapeva chi io fossi. Ha poi avuto cinque minuti di lucidità, in cui mi ha vista e si è messo a piangere dicendo ” Quanto sei cresciuta! Ti sei dimenticata di me, ma non importa, non sono arrabbiato. State bene voi due? L’unico mio rammarico è non potervi vedere sposare, ma l’importante è  che state bene , è l’unica cosa che voglio.C’è stato un bacio e una stretta forte.

Questa è l’ultima cosa che ho di lui, l’ultimo ricordo ed è il motivo per cui ora non sono con lui e la sua famiglia in quella casa. Forse sono un’egoista. Forse sto commettendo un errore, ma l’ultima cosa che voglio avere della mia testa è proprio quel ricordo, lui che mi stringe e mi ricorda quanto ha tenuto a me. Voglio ricordare tutte le volte che si è vantato di me, dei miei traguardi. Tutte le volte che ha detto alla gente ”  E’ mia nipote“, e negli ultimi anni ero diventata Sua figlia. Così diceva alla gente.

Oggi sono un’egoista perchè non sono lì insieme a tutti gli altri, insieme alla nonna. Sono un’egoista perchè il mio dolore dovrei metterlo da parte, ma proprio non ci riesco.

Ad andare via oggi,  non è stato solo un nonno, non solo un padre, ma la mia famiglia. Ho perso così chi mi stringeva la mano quando ero triste.

 

Non so come si affronta un lutto, non ne ho mai affrontati di così importanti.

Non so se le decisioni che sto prendendo siano giuste o corrette per chi sta dall’altra parte. Mi ha appena investito un treno che sapevo che stesse per arrivare, l’ho visto, ma quando mi ha colpita mi ha comunque travolta e fatta in mille pezzettini. Spostarsi sarebbe stato impossibile.

 

Potrei dire tanto altro, ma ho avuto accanto un ‘estraneo che ha scelto di amarmi, ha scelto di essere orgoglioso di me e di potreggermi come un padre farebbe con un proprio figlio. A lui devo l’amore che ha saputo regalarmi e tutte le volte che mi sono sentita a casa. E’ così che spero di diventare un giorno, una donna qualsiasi che ama senza riserve e senza chiedere nulla in cambio.

 

 

 

Chiacchierando con i blogger!

Oggi, sul blog di Sara, ho avuto il piacere di partecipare ad una sua rubrica , che consiste in delle mini interviste ai blogger per conoscersi meglio! 😊

Oggi ci sono io! Vi invito ad andare a fare un giro sul blog di Sara e perché no?!Magari partecipare anche voi alla sua rubrica! 🤗

 

Buongiorno ragazze/i.. Oggi come lo scorso mercoledì ed i futuri, sono qui per “ chiacchierare con le/i Blogger ” ponendo ogni volta 10 domande diverse ( a mia fantasia ) a blogger con la mia stessa passione e non. Un nuovo e simpatico modo per conoscere nuove persone ed i loro hobby. Oggi come secondo appuntamento sono andata a chiacchierare con Serena ( […]

via Chiacchierando con le/i Blogger | #4 Serena 📚 — Il Blog di Sarii

Pensieri notturni

Non c’è cosa peggiore del diventare apatico nella vita, nel viverla ignorando tutto e farsi scivolare le cose dalle spalle. Così i giorni passano, come gli anni e ti ritrovi a aver vissuto la vita, perché non hai avuto le palle o l’intelligenza di incazzarti al momento giusto ed esigere ciò che ti spettava.Non c’è cosa peggiore del diventare ipocriti dinanzi a fatti osceni. Davanti a bugie politiche e fatti ignobili. 

Non c’è cosa peggiore che coprirsi gli occhi mentre un ammasso di idioti manipolati e malati, a loro volta manipolano le giovani menti istigandole al suicidio come il fenomeno Blue Whale. Così si spezzano le vite. Con l’ignoranza, l’ipocrisia, la codardia e l’avarizia.

Perciò preferisco vivere la vita in modo rabbioso, incazzoso e contrariato, perchè questo significherà che sarò ancora viva nonostante tutto.

Quanto vali

Il volta stomaco è quello che mi viene quando mi trovo dinanzi gente che non distingue la differenza fra bene/male e giusto/ sbagliato.

C’è questa concezione che alberga nelle persone, dove tutto ciò che loro ritengono giusto debba essere anche tale negli altri e ugualmente con lo sbagliato. Non si riesce proprio a cogliere questa sottile differenza che ci rende d’altronde tutti diversi, con teste, sentimenti ed educazioni.

Così, nascono i pregiudizi. Quelle parole e frasi che vengono marchiate addosso alle persone senza domandarsi minimamente il motivo per cui hanno deciso di voler compiere una determinata scelta. Compaiono le etichette che abbiamo sulla fronte invisibili alla vista, ma non alla lingua.

Così, quella ragazza diventa una volubile perché ci hanno detto che..

Così, quel ragazzo è poco raccomandabile, perché lo hanno visto che…

Si dissolve come vapore nell’aria il diritto di compiere delle scelte in base alle proprie opinioni, ai propri principi e in ciò in cui si crede.

La si prende sul personale quando, qualcuno sceglie della propria vita, cosa farne e come evolverla, e perciò si ha il diritto di dire la propria opinione, di esaminare ogni scelta, ogni decisione, ma non il suo motivo. Farlo, richiederebbe vero interesse, sforzo mentale, mettere in ballo sentimenti veri, e questo non è concepibile perché  “ a me cosa importa? Puoi fare quello che vuoi.” Davvero? Davvero posso fare ciò che voglio? Non era scontato? O forse è scontato  dar giudizi?

Anche qui c’è una linea molto sottile fra dare opinioni/ consigli e giudizi. Una linea che viene oltrepassata praticamente sempre, così invisibile e sottile….ma agli occhi di chi? Perché io quella linea la vedo enorme e senza l’aiuto di una lente di ingrandimento. La vedo ben delineata di un colore acceso, magari rosso, perché i giudizi feriscono.

Ci si tiene a distanza dalle decisioni che coinvolgono la società invece. Assurdo vero? In quel caso ci si astiene a commentare, a dire la propria. Perché quell’azione non ci tocca. Mmmh. Davvero non capisco. Adesso mi si sta bloccando il cervello per esempio. E’ uno di quei momenti in cui penso di essere matta, di avere i neuroni che navigano al contrario perché davvero…non capisco!!

Io ho continuato con i miei ideali. Poi, dicono: “Quale scelta hai compiuto? Ah, ecco quanto vali”.

SnowTag. Cosa fai quando vuoi isolarti dal mondo

La bravissima Snowbetta, ha creato sul suo interessantissimo blog Il mondo di Snowbetta( che giuro, adoro **), questo curioso tag, ed ho deciso di partecipare! 😀

Il tag consiste in una sola domanda, che permette di raccontare una piccola, o grande, parte di se,( e sapete che a me piace conoscere i dettagli ed abitudini delle persone!!), perciò, come potevo non parteciparvi? 😀

“Cosa fai quando vuoi isolarti dal mondo?”

Ecco, cosa si fa per isolarsi dal mondo reale e dalle mille pene terrene? Ogni uno ha il proprio modo ed il suo mondo, per questo ritengo questa domanda sia rmolto interessante e curiosa. Nelle risposte c’è la vera essenza della persona, ed anche intimità e vulnerabilità.

Ed io cosa faccio per fuggir via? Sembrerà una risosta ovvia, e forse lo è.

Leggo.

Voi direte: “ma va??” Già. Inutile dire che le letture, le storie, mi trascinino con la mente altrove, mi avvolgano e mi facciano diementicare persino chi sono. Mi sento una piccola Alice, che non ricorda più chi è, ma osserva ciò che le scorre davanti con curiosità ed interesse.

In alternativa alla lettura, c’è la scrittura. Anch’essa mi permette di staccare la mente. Lascio che le dita scorrano sulla tastiera senza soppesare molto sui dettagli, punteggiatura e via dicendo. Mi vivo i pensieri, insomma,  li lascio scorrere e spesso non riesco a stargli dietro.

 

E voi? Cosa riesce a farvi isolare dal mondo? 😀

Una valigia di desideri

leggerecensiere

Book Addicted

Sono stanca.

Stanca di tutto quanto.

Per nulla al mondo vorrei perdere la passione che mi arde dentro, ne la voglia ed il desiderio.

Vorrei restare sempre così, pronta a rischiare, ad arrabbiarmi, a non abbassare la testa, a non accontentarmi.

Mai.

Non mi importa se il mondo con i suoi abitanti gira in un verso, io andrò sempre dalla parte opposta. Non voglio che nulla mi freni, tanto meno l’amore. 

E’ quello che provo per tutto ciò che mi rende felice a farmi stare ancora in piedi. E’ il voler fottutamente ottenere la mia felicità e metterla nel culo a tutto il resto.

Il mondo è egoista? Perché non dovrei esserlo io verso il mondo?

Ma la verità è che non sarò mai come il resto del mondo. Questo, è un concetto che non mi appartiene.

Il detto “dente per dente” non è proprio nelle mie corde. Mai mi abbasserò a fare qualcosa in cui non credo per impartire una “lezione”.

Definitemi stupida, consideratemi tale, ma vorrei ben vedere chi di voi sarà ancora integro e vero, e chi si sarà tramutato in uno di quei tanti mutanti che scorrono per le strade definendosi uomini.

La storia di un uccellino

Un uccellino sbatte le ali contro le grate della sua bella gabbia dorata. Stringe le zampe contro il freddo metallo, ed urla.

Vorrebbe fuggire, scappar via, perchè tutto quello che lo circonda  è solo pura apparenza.

La gente gli gironzola attorno e non sa far altro che dire- ” Ma di cosa si lamenterà mai questo uccelino? Ha una bella dimora e del cibo. Dovrebbe ringraziare di non ritrovarsi all’aperto, di morir di fare. Che ingrato!”

E’ questo che il poveretto sente ripetersi ogni giorno, se non anche cose ben peggiori, e nonostante quelle parole lo affliggano e lo feriscano, non si perde d’animo. Ogni mattina butta per terra il cibo che gli viene dato, ignora l’acqua, e gratta via la vernice dorata dalla bella gabbia.

Urla. Continua ad urlare, perchè quella non è la sua casa. Non è la sua famiglia. Dio solo sa dove si trovano ora i suoi amici, il suo gruppo.

Dovrei ringraziare.-Si ripete l’uccellino.-Per cosa dovrei dir grazie? Per una “Madre” che mi ha preso e buttato in questa cella, in questa galera che si ostina a chiamare casa.

Dovrei ringraziare il cibo che mi  viene lanciato e poi rinfacciato dalla donna che mi costringere a reprimere i miei istinti. Mi tappa la bocca, quando mi ribello, mi lega le zampe. Questa non è vita. Questa non può essere definita casa o famiglia.

Tutto quello di cui ho bisogno è lì, dietro quel muro, dietro quella lastra di vetro, che tengono accuratamente chiusa e che mi ostino a reclamare.

Ogni giorno che passa, vengo consumato dalle parole, dagli atteggiamenti di astio e di rimprovero, solo perchè ho un ‘anima, solo perchè voglio essere me stesso. Voglio essere libero, voglio decidere io della mia vita e non essere imprigionato dalle scelte degli altri.

Capitemi. Capite la mia enorme sofferenza. Qui dentro non respiro, sto cambiando, perdo piume e il colore del mio manto non brilla più.

Mi sto imbruttendo, sia nel cuore che nell’anima.

Il destino, la casualità, non so cosa sia stato, ma mi ha condotto qui, a soffrire,  e confido che ci sia una buona ragione se ciò sia successo. Ma sono talmente stanco, talmente cosumato, che giorno dopo giorno, il mio urlare si assopisce, la mia voglia di sbattere le ali, mordere e scuotere le sbarre della mia prigione, mi abbandona.

Povero me. La vita è così crudele a volte.

Ancora l’uccellino urla di dolore. Il cuore è straziato dal pensiero che lo ha appena attraversato. Sbatte ancora una volta le ali contro le sbarre, fino a quando il buio non lo pervade. Di nuovo, gli hanno accecato la vista con una stuoia.- ” Così la smette quella bestiaccia di cantare.”

Non sto cantanto! Sto urlando! Come fate a non capirlo?

SBAM! Un colpo scuote la gabbia.

Non gli rimane che mettersi in un angolo, piegare la testa, accomodarla su se stesso, ed assopirsi, sognando di volare libero, in cieli azzurri e prati colorati con i suoi compagni al suo fianco.

 

 

Pensieri notturni

Mi ritrovo a scrivere stasera, con gli occhi doloranti, che bruciano. Il sonno mi insegue, mi attanaglia, mi lambisce , mi annebbia come un velo dinanzi agli occhi.

Nonostante sia impellente il bisogno di lasciar chiudere le palpebre ed abbandonarmi ad un tranquillo sonno, facendo così smettere di far lavorare la mente, avevo la necessità di parlare, di scrivere.

In realtà, non basterebbero i migliori poemi, non esiterebbero parole adatte per descrivere ciò che ho nel cuore.

Provo un amore così forte ed immenso.

Passo le mie intere giornate a far scorrere la mia quotidianità, con l’angoscia dietro le spalle per ciò che troverò quando tornerò a casa. Non una famiglia. Non serenità.

E poi arriva la sera, quel momento in cui chiudo il mondo fuori dalla mia stanza, e mi concentro su ciò che ho attorno. I miei libri. Il mio compagno di vita.

Anche dietro ad uno schermo, riesce ad essere la mia famiglia.

Nonostante le sue preoccupazioni siano ben peggiori delle mie, il suo unico pensiero è che io vada a dormire serena.

Ma di esempi, parole, gesti, ne potrei raccontare a bizzeffe. Potrei stare qui, ore ed ore, a scrivervi come ci siamo salvati a vicenda dai nostri mali. Come siamo cresciuti lontano dai nostri coetanei, diventando adulti e forse maturi, con vie differenti dal normale. Il come siamo qui, cosa abbiamo passato e cosa stiamo passando in questa dura realtà chiamata vita, dove la società ti taglia le ali, poi ti sega le gambe, e se rimane qualcosa, la schiaccia via.

Ma la passione che arde del cuore difficilmente si riesce a farla morire.

Ho la fortuna, stasera, di poter ancora dire che questa passione la alimentiamo a vicenda. Non ci abbandoniamo. Non scappiamo, e se lo abbiamo fatto, siamo tornati al punto d’origine.

Vorrei spiegare quello che provo, vorrei dirglielo, vorrei ripeterlo fin quando non si imprime su di una roccia, ma non ci sono discorsi, pensieri ed emozioni sufficienti a spiegare tutto questo.

Così mi limito ad un bacio virtuale stasera, ed a uno vero domani.

Mi sembra così misero, così scarno. I gesti, non mi sembrano mai abbastanza.

Le parole, non descrivono.

L’unica cosa che so di saper fare però, è vivere al plurale, è esserci ancora, restare, resistere alle intemperie con lui, avere paura, stare male, ma essere con lui quando tutto accade. Quando qualunque cosa ci travolgerà. L’unica cosa che so di saper fare è amarlo.